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17 apr 2022

Prodotti alimentari e dolci, vendite in calo

"Rispetto allo scorso anno c’è un rallentamento delle vendite di prodotti alimentari –afferma Daniele Mariani di Confesercenti (nella foto)– Ad incidere sono in particolare due fattori. Uno è il calendario: nel 2021 la ricorrenza della Pasqua cadeva il 4 aprile (Pasqua bassa) e i negozianti avevano un maggior incremento delle vendite nella settimana precedente. Inoltre, durante la Pasqua bassa di solito c’è più freddo e i consumatori prediligono un pranzo a casa piuttosto che la gita fuori porta. Il secondo invece (e più importante) è che fino a 12 mesi fa erano ancora in vigore le limitazioni agli spostamenti, per contenere la diffusione del Covid e il consumo di pasti in casa era decisamente superiore a quello di quest’anno". Secondo Confesercenti nei negozi alimentari al primo posto si conferma l’acquisto dell’uovo di Pasqua: quelle al cioccolato fondente rimane la prima scelta. In leggero calo, ma pur sempre nella rosa dei dolci pasquali preferiti dai modenesi, c’è la colomba che rimane, in particolare quella artigianale, acquistata nei forni e nelle pasticcerie tradizionali, un’ottima scelta per la conclusione del pranzo pasquale. "Sul comparto carni invece tiene la carne di agnello e ci sono segnali positivi anche per l’acquisto di carne da grigliare.

In leggera flessione rispetto all’anno precedente, le vendite di ortofrutta. "Gli aumenti dei costi energetici, sommati all’aumento dei prezzi delle materie prime all’ingrosso per prodotti come farina, uova, zucchero, olio, burro e carne, sono diventati oramai insostenibili. Per ora non tutti questi aumenti sono stati traslati sui prodotti al consumo, che hanno continuato a registrare variazioni di prezzo molto inferiori", conclude Mariani.

Le imprese dociarie – aggiunge Daniele Casolari di Lapam – stanno subendo un pesante contraccolpo dalla crisi energetica, con una accentuata perdita di competitività rispetto ai competitor europei. In questo periodo, caratterizzato dalle vendite dei dolci pasquali, oltre alla dinamica dei costi energetici, sale la pressione dei prezzi internazionali dei cereali. Le pasticcerie di casa nostra stanno assorbendo, in modo più accentuato rispetto a quelle degli altri paesi europei, la pressione dei prezzi delle materie prime".

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