Pasquale Concas è accusato di avere ucciso Arietta Mata
Pasquale Concas è accusato di avere ucciso Arietta Mata

Castelfranco Emilia (Modena), 28 gennaio 2018 - L'ombra del passato diventa sempre più scura. E’ instabile, sotto choc Pasquale Concas, il 50enne di origini sarde accusato di aver barbaramente ucciso la giovane lucciola ungherese Arietta Mata, 24 anni. L’uomo, ieri mattina, ha fatto scena muta davanti al gip Paola Lo Savio. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il magazziniere, accompagnato dai propri legali Roberto Ricco e Marco Pellegrini. Si attende in queste ore la decisione del giudice, che si è riservato sulla convalida del fermo.

I legali dell’uomo - che è apparso molto provato e poco lucido - hanno chiesto la scarcerazione poiché non ritengono sussistente il rischio di fuga, dal momento che il sardo ha un lavoro stabile, dipendente e un domicilio a Montale. Quel che teme, il 50enne, sono conseguenze ‘spropositate’ rispetto a un passato che gli è piombato addosso. Non si è assunto alcuna responsabilità infatti in merito alla morte della ragazza e Pasquale, originario di Osilo, ha già ucciso nel 1994. Stessa dinamica, stesso periodo dell’anno: era gennaio quando rapinò e uccise, sgozzandola, la povera pensionata Loredana Gottardi, 74 anni, per portarsi via 700mila lire.

Settecento, ma euro, quelli che invece pare aver sottratto la notte del 20 gennaio alla 24enne, poi trovata cadavere sulle rotaie. Secondo il protettore della ragazza lei, che viveva sola a San Damaso quei soldi li custodiva nel reggiseno proprio per il timore di lasciarli a casa, in balia di eventuali ladri. Ma Concas quei soldi li voleva - questo il movente, secondo le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Marino - per giocare alle macchinette. Le immagini al vaglio degli inquirenti lo ritraggono col volto fisso, in tante notti d’inverno, dinanzi allo schermo delle slot di una nota sala modenese.

Sarebbe stato proprio il vizio del gioco alla base dell’atroce delitto. Il 50enne avrebbe caricato in auto Arietta sulla Est. Nessun rapporto, non era quello il suo scopo. Avrebbe cercato di farsi consegnare il denaro ma la povera Arietta si sarebbe rifiutata di consegnarglielo. Avrebbe così cercato di fuggire, la ragazza, attraversando sui tacchi a spillo la strada di campagna per poi raggiungere, in località Gaggio, le rotaie. Qui Concas l’avrebbe raggiunta e strangolata, finendola nel modo più cruento: spaccandole il cranio sui binari.

Ma era già stato condannato a 28 anni per il delitto della pensionata: era uscito dopo 23, nonostante avesse pure tentato di evadere durante un permesso premio. Così ha tentato di inscenare il suicidio, adagiando il corpo della 24enne sui binari. Un treno prima o poi sarebbe passato e così è stato. Ma l’impatto del convoglio non ha cancellato dal corpo della ragazza i segni indelebili dell’atroce delitto e, nel giro di 48 ore, grazie anche alle immagini delle telecamere, gli uomini della mobile di Marcello Castello sono arrivati a lui.

"Lui ce l’ha sempre avuta con la madre – spiega la ex fidanzata, che ha convissuto col 50enne dieci anni – per questo ce l’aveva con le donne. Anche con me, appena uscito dal carcere di Alghero è cambiato totalmente. Ma io sono riuscita a salvarmi".