Luca Masini è psicologo e psicoterapeuta che applica  la montagnaterapia, termine coniato nel 1999
Luca Masini è psicologo e psicoterapeuta che applica la montagnaterapia, termine coniato nel 1999

Carpi (Modena), 18 marzo 2019 - Trovare la fiducia in sè stessi e negli altri in un gesto primordiale come camminare nel bosco, arrampicare sulla roccia appuntita. Ascoltare le proprie paure nel ritmo costante di un passo dopo l’altro.

Camminare in montagna non è più solo un passatempo e uno sport ma anche una vera e propria terapia che lo psicologo e psicoterapeuta carpigiano Luca Masini utilizza su alcuni pazienti con ottimi risultati. La montagnaterapia (termine coniato nel 1999) è un approccio terapeutico riabilitativo che Masini utilizza con successo su persone con patologie psichiatriche ma anche utenti ‘sani’ con problemi, ad esempio, di ansia o attacchi di panico: oltre alle sedute in studio, a Carpi, porta i pazienti a camminare sui sentieri dell’Appennino o ad arrampicare su roccia, sempre in sicurezza accompagnato da una guida alpina certificata della Pietra di Bismantova.

«I benefici possono essere diversi – spiega Masini – per un paziente con patologia psichiatrica come può essere un tossicodipendente significa conoscere e capire le proprie risorse e anche dare una lettura metaforica di come il percorso di recupero, come l’arrampicata, sia costituito da piccoli passi in cui a volte si deve tornare indietro, in un alternanza di successo e insuccesso».

Le escursioni sono rivolte sia a persone con patologie psichiatriche riconosciute, attraverso collaborazioni con realtà quali le cooperative Aliante e Ceis, sia ad adulti ‘sani’.

«Nell’ultima uscita in montagna, organizzata assieme all’associazione il Giardino sul fiume, abbiamo parlato del concetto di paura – spiega Masini – ho proposto un esercizio dedicato al mindfulness per aiutare le persone a distanziarsi dai pensieri relativi alla paura: non solo quindi uscite in senso terapetico ma per fare spunti di riflessione su come spesso la situazione spaventosa è legata al pensiero, al racconto che la persona si fa in quella situazione».

Un esercizio che aiuta adulti sani a superare un momento di difficoltà: «nell’ultima uscita è venuta una paziente che soffriva di ansia e panico, e poi si è iscritta al Cai».

Non solo affrontare le proprie paure ma anche capire il valore dello stare in gruppo, perché «nella montagna il cammino è con sè stessi ma si può rimanere da soli o appoggiarsi all’altro nel momento del bisogno: pensiamo all’arrampicata, nella calata in corda bisogna appoggiarsi all’altro».

Una terapia per la mente e lo spirito le cui potenzialità non sono ancora del tutto riconosciute dalle istituzioni sanitarie: «In questo territorio è molto faticoso sradicare il concetto che la terapia non passa solo per il farmaco o per la psicoterapia in senso classico – spiega Masini – trovo molti freni in coordinatori e dirigenti che pensano si tratti solo di una gita».