Kobe Bryant assieme ai dirigenti e agli allenatori della Polisportiva Nazareno nell’estate del 2013 a Milano: il campione autografò. la foto scattata nel 1990
Kobe Bryant assieme ai dirigenti e agli allenatori della Polisportiva Nazareno nell’estate del 2013 a Milano: il campione autografò. la foto scattata nel 1990
Anche Carpi piange Kobe Bryant. Il campione di basket, tragicamente scomparso domenica in un incidente in elicottero assieme Gianna, la figlia di appena 13 anni e altri 7 passeggeri, era profondamente legato alla nostra terra. A Reggio Emilia aveva trascorso gran parte dell’adolescenza ma il piccolo Kobe in un’occasione rimasta nella memoria...

Anche Carpi piange Kobe Bryant. Il campione di basket, tragicamente scomparso domenica in un incidente in elicottero assieme Gianna, la figlia di appena 13 anni e altri 7 passeggeri, era profondamente legato alla nostra terra. A Reggio Emilia aveva trascorso gran parte dell’adolescenza ma il piccolo Kobe in un’occasione rimasta nella memoria collettiva delle cittadina, venne anche a Carpi. Un episodio che ricorda Andrea Pavarotti, presidente della Polisportiva Nazareno: «Era il 1990 e Joe Bryant, il padre che ai tempi giocava a Reggio nelle Cantine Riunite, venne qui per fare una dimostrazione di tecnica, portandosi dietro il figlioletto, allora dodicenne. Dietro quella giornata, per noi indimenticabile, c’era l’organizzazione di Ercole Losi, noto professore di educazione fisica e figlio di Bruno lo storico sindaco di Carpi, oltre che di Luigi Lamma che ci consentirono di vivere davvero un sogno ad occhi aperti».

Un filo rosso che non si è mai spezzato e che anzi è stato rinsaldato alcune estati fa, quando l’asso dei Los Angeles Lakers venne in tour in Italia come testimonial della Nike. «Gli portammo la foto che scattammo in quel lontano 1990 e lui ce l’autografò con piacere – continua Pavarotti – fu molto disponibile e sempre col sorriso sulle labbra». Un sorriso che purtroppo si è spento troppo presto, a soli 41 anni, per una tragica fatalità. Un episodio che ha spezzato il cuore di milioni di appassionati e che ha fatto riemergere una lunga serie di aneddoti legati alla parabola di un campione amato da tutti, soprattutto nelle nostre zone. Kobe Bryant parlava infatti un italiano praticamente perfetto e si compiaceva di aver imparato qui la tecnica individuale e di aver assaporato appieno la nostra tradizione e la nostra cultura.

Francesco Pioppi