Quei 12mila euro da giustificare

La Corte d'Appello di Bologna ha comminato una sanzione di €50.000 al parlamentare Aboubakar Soumahoro per presunte irregolarità nella gestione di parte dei contributi ricevuti per la campagna elettorale del 2022. Rischia la poltrona per lacune nella rendicontazione e nella gestione dei fondi.

Quarantamila euro di sanzione per presunte irregolarità nella gestione di parte dei contributi ricevuti per la campagna elettorale del 2022. È il nuovo guaio in cui è incappato Aboubakar Soumahoro, il parlamentare eletto con il centrosinistra nella circoscrizione dell’Emilia-Romagna già travolto dalla bufera per l’inchiesta sulla gestione dei fondi pubblici dalle cooperative di migranti che ha coinvolto la sua famiglia, con moglie, suocera e cognato finiti ai domiciliari. Soumahoro era stato eletto nel collegio plurinominale Emilia-Romagna Po2 e ora rischia la poltrona, dopo il verbale inviato dalla Corte d’Appello di Bologna, guidata dal presidente Oliviero Drigani (foto), alla Camera dei Deputati.

Nel mirino del Collegio regionale di garanzia elettorale, organo di controllo della Corte d’appello, sono finiti in particolare 12mila euro di fondi la cui rendicontazione avrebbe presentato lacune, poiché non ne sarebbe stata evidenziata con chiarezza la provenienza e i giustificativi di spesa sarebbero stati assenti o irregolari. In più, non sarebbe risultata regolare l’istituzione del rappresentante fiduciario incaricato di gestire la raccolta. Insomma, una violazione formale del protocollo che il deputato è stato chiamato a illustrare agli inquirenti, nel corso di un’interlocuzione avvenuta nelle scorse settimane, ma che evidentemente non è risultata dirimente dei dubbi sorti.