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31 mag 2022

Raccolta funghi, altre polemiche Marchetti (Lega): "Uno scandalo, altrove regole più vantaggiose"

31 mag 2022

In Appennino ‘le polemiche crescono come funghi’… è proprio il caso di dire, con un acceso dibattito sulla nuova normativa dell’Ente Parchi Emilia Centrale che rettifica i criteri per ottenere il tesserino di raccolta gratuito, ora ad appannaggio dei soli proprietari di boschi o terreni vocati pari o superiori ai 5 ettari (non più 1 ettaro come prima). L’Ente ha precisato che ‘la legge regionale prevede che si favoriscano i residenti e non i proprietari; e assegna, agli enti competenti (come l’Ente Parchi), la facoltà di stipulare accordi coi privati proprietari per consentire la libera raccolta sui terreni di pertinenza. Quest’anno – stima l’ente – con i nuovi criteri, a fronte di circa 2.000 proprietari residenti in tutto l’Appennino modenese che non potranno più avere il tesserino gratuito, saranno invece oltre 30.000 quelli che potranno acquistare il tesserino da residente a 30 euro anziché 50 euro, dopo la riduzione del costo rispetto al passato, con evidenti vantaggi per i residenti nei comuni montani". La Lega ha presentato sull’argomento una interrogazione (atto ispettivo) in sede regionale. Stefano Marchetti, referente Lega di Pievepelago, intanto commenta: "I proprietari vengono declassati a residenti, anche se nel 90% dei casi proprietari e residenti coincidevano. Per stessa ammissione del Parco, ora vi sono 2.000 montanari, costretti a pagare in media 2 tesserini a famiglia (60 euro), facendo subire loro una modifica a beneficio di chi non risiede nei comuni del Parco (Lama Mocogno, Pavullo, Polinago, Montefiorino, Palagano, Prignano)". Marchetti poi dimostra come la legge regionale potesse essere applicata diversamente: "Nel vicino Appennino reggiano i residenti nei comuni del Parco hanno il tesserino gratuito nel proprio comune, o pagano 2 euro per aree più pregiate. Anche nell’Appennino bolognese sono previste gratuità ai proprietari e costi per i residenti limitati a 18 euro annuali. Un vero scandalo". Sui social c’è chi propone di aderire al consorzio privato Copra.

g.p.

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