Carabinieri

Carpi (Modena), 9 ottobre 2018 - Gi dicevano ‘dacci i soldi altrimenti ti spacchiamo la bottiglia in testa’ . E con il cutter minacciavano di colpirlo. É ancora sotto choc il pensionato carpigiano che domenica sera è stato rapinato da tre banditi entrati nella sua abitazione in via Plauto, zona Due Ponti.

L’uomo era nella tavernetta davanti al computer, ai piani superiori si trovavano la moglie, la figlia, il genero e la loro bambina di sei mesi. Erano circa le 23.30 quando è iniziato l’incubo. I tre sono entrati dalla porta della tavernetta che dà sul cortile, erano a volto scoperto: «Magrebini, sui 25 anni – racconta la vittima, A.B – parlavano un italiano corretto, si capiva che vivono nel nostro Paese da anni». È entrato prima uno dei tre da solo e con un taglierino in mano. «Ho cercato di disarmarlo – racconta la vittima – è nata una collutazione, poi sono entrati gli altri due e ho capito che da solo contro tre uomini non ce l’avrei fatta». Forse il piano iniziale della banda prevedeva che il primo ad entrare avrebbe dovuto fare tutto da solo mentre gli altri due avrebbero fatto da ‘palo’ all’esterno.

Non avevano previsto che la vittima si sarebbe potuta ribellare e quindi hanno deciso di agire insieme. «Mi dicevano ‘dacci i soldi altrimenti ti spacchiamo una bottiglia in testa’, indicando una bottiglia che era su un tavolo, e uno di loro mi puntava contro il taglierino – racconta il pensionato – non mi hanno toccato ma temevo che volessero entrare in casa dove c’era la mia famiglia compresa mia nipote di sei mesi. Se fossero entrati poteva essere una tragedia».

Invece si sono fermati, hanno preso le chiavi di un’auto di famiglia, una Jeep parcheggiata davanti all’abitazione, una vecchia bicicletta nel cortile e si sono accontentati di venti euro in un portafoglio. Sono scappati alla guida dei mezzi rubati, due banditi sulla Jeep e uno sulla vecchia bicicletta, facendo perdere le proprie tracce.

 

ALLA famiglia non è rimasto altro da fare che dare l’allarme, sul posto sono intervenuti i carabinieri che ora conducono le indagini. Tutta la famiglia è molto spaventata: «É andata bene, potevano massacrare mio marito – racconta la moglie del pensionato – non si può stare tranquilli nemmeno in casa propria con tutte le luci accese». Probabilmente i banditi pensavano di riuscire a racimolare contanti e hanno dovuto ripiegare sull’auto vedendo le chiavi sul tavolo. «Hanno preso anche le chiavi della casa, abbiamo paura che possano tornare», dice la figlia della vittima. Un particolare singolare, all’attenzione degli inquirenti, è un paletto bianco e rosso da cantiere stradale lasciato dai rapinatori davanti alla casa. Forse un segnale per eventuali complici.