"Così Modena rischia... di perdere il tram". Nonostante usi una battuta, Modena volta pagina dice che c’è ben poco da ridere: secondo il ’laboratorio sociale e politico’ il Comune non sta sfruttando come dovrebbe l’opportunità di incamerare i fondi messi a disposizione dall’ormai noto ’Recovery Fund’, il fondo europeo per il rilancio ’post pandemia’. "Modena – attacca Modena volta pagina – propone la pista ciclabile della ’Diagonale’, il Comune di Reggio Emilia invece ha approvato nei giorni scorsi lo studio di fattibilità della Metrotranvia...

"Così Modena rischia... di perdere il tram". Nonostante usi una battuta, Modena volta pagina dice che c’è ben poco da ridere: secondo il ’laboratorio sociale e politico’ il Comune non sta sfruttando come dovrebbe l’opportunità di incamerare i fondi messi a disposizione dall’ormai noto ’Recovery Fund’, il fondo europeo per il rilancio ’post pandemia’. "Modena – attacca Modena volta pagina – propone la pista ciclabile della ’Diagonale’, il Comune di Reggio Emilia invece ha approvato nei giorni scorsi lo studio di fattibilità della Metrotranvia che presenterà al Ministero per un finanziamento di 282 milioni di euro. Il progetto reggiano collega tutti i punti strategici della città con 14,5 chilometri di Metrotranvia. Ovunque i nuovi efficienti tram veloci siano stati introdotti – argomenta il laboratorio politico – hanno dato risultati molto positivi. Riducono drasticamente il traffico privato, sono silenziosi, ecologici, trasformano la città in uno spazio a misura delle persone. Sono l’occasione per una riqualificazione urbana sull’intero loro tracciato: marciapiedi, piste ciclabili, verde urbano. Perché Modena, che ha un progetto pronto e subito cantierabile, non lo propone al finanziamento? Eppure l’occasione del Recovery Fund è unica, straordinaria. Modena volta pagina lo sollecita da tempo, ma Piazza Grande tace. Eppure Modena ha nel cassetto un progetto definitivo, elaborato dal 2003 ed accantonato per mancanza di fondi. Anche Bologna – continua Mvp – già prevede quattro linee di tram tra loro interconnesse e, a metà settembre, ha proposto di utilizzare addirittura 2 miliardi e 200 milioni dei fondi europei. Reggio Emilia e Bologna chiedono di investire massicciamente sul trasporto pubblico per ridurre le emissioni di gas climalteranti, lo smog e l’incidentalità stradale, assicurando un sistema di mobilità sostenibile ed efficiente che rilanci il trasporto pubblico collettivo e riduca quello privato. Modena no, perchè? Eppure il progetto modenese è già definitivo (con un costo stimato di circa 350 milioni) e risolverebbe il problema del trasposto pubblico in città. È integrato con il servizio ferroviario nazionale e con la ferrovia Modena-Sassuolo e darebbe risposta a tanti modenesi e alle migliaia di pendolari provenienti da Carpi, Castelfranco e dal bacino ceramico. Il progetto Metrotramvia di Modena, inoltre, ha tutte le caratteristiche ambientali e di rapido investimento richieste dal Recovery Fund europeo. Oltre a risolvere i problemi degli spostamenti in città (i tram passerebbero ogni 5’ per 16 ore al giorno) si eviterebbe l’effetto camera a gas che grava sulla città – chiude Mvp – grazie ad una riduzione delle emissioni aeree di oltre il 10%, senza contare la correlazione fra inquinamento e Covid-19".