La presenza ingombrante di Italia viva manda in tilt il Pd emiliano-romagnolo alla vigilia delle regionali del 26 gennaio. Una tensione, quella con la nuova creatura di Matteo Renzi, finora rimasta in gran parte sotterranea; esplode pero’ ora a Forli’, dove il segretario locale Daniele Valbonesi invita dirigenti ed eletti del suo partito a chiarire da che parte stanno. Non solo: le fibrillazioni riguardano anche la composizione delle liste in vista delle regionali, con il possibile ingresso in massa dei renziani (piu’ o meno dichiarati) nella lista del presidente voluta da Bonaccini. «Quello che sta accadendo andra’ inevitabilmente ad influire sulle elezioni regionali del 26 gennaio»,...

La presenza ingombrante di Italia viva manda in tilt il Pd emiliano-romagnolo alla vigilia delle regionali del 26 gennaio. Una tensione, quella con la nuova creatura di Matteo Renzi, finora rimasta in gran parte sotterranea; esplode pero’ ora a Forli’, dove il segretario locale Daniele Valbonesi invita dirigenti ed eletti del suo partito a chiarire da che parte stanno. Non solo: le fibrillazioni riguardano anche la composizione delle liste in vista delle regionali, con il possibile ingresso in massa dei renziani (piu’ o meno dichiarati) nella lista del presidente voluta da Bonaccini.

«Quello che sta accadendo andra’ inevitabilmente ad influire sulle elezioni regionali del 26 gennaio», afferma Valbonesi in una nota. Il candidato del Pd, sottolinea il segretario «è Stefano Bonaccini, che sosteniamo convintamente per il lavoro fatto in questi anni e per il progetto di territorio che ha per i futuri cinque anni».

Ma l’appoggio a Bonaccini, prosegue il dem, «avverrà attraverso le liste del Pd, con le candidature che il territorio proporrà nelle prossime settimane». Un avviso spedito a coloro che evidentemente puntano sulla lista Bonaccini per fare il pieno di consensi. «L’eventuale lista del presidente Bonaccini sarebbe un modo per ampliare il consenso e quindi ben venga – chiarisce in proposito Valbonesi – Ma non saremo disposti a dialogare con chi la sosterra’ solo per beneficiare di un risultato elettorale positivo, come sembra voglia fare Italia viva».

Anche per questo segretario forlivese invita i suoi compagni di partito a fare chiarezza una volta per tutte. «In queste settimane molti appaiono disorientati ed increduli di fronte all’ennesima scissione», una scelta «sbagliata, seppur legittima, perché priva di un vero progetto politico, se non quello di affidarsi ad un leader che decide le proprie sorti», appunto Renzi. «Scelta che sta coinvolgendo, seppur in parte limitata, anche dirigenti ed eletti del Pd». Su questo «bisogna essere chiari e rigorosi. Chiediamo che chi ha ruoli istituzionali ed elettivi tenga fede agli impegni presi con gli elettori, il cui voto è stato espresso in base a valutazioni personali, ma anche di appartenenza politica al Partito Democratico, che li ha sostenuti e candidati».

Insomma, manda a dire Valbonesi, «non intendiamo assecondare atteggiamenti poco chiari da parte di chi manifesti l’intenzione di ‘tenere i piedi in due staffe’. Lo dobbiamo ai nostri elettori e alla nostra gente, che merita rispetto e serietà da parte del proprio gruppo dirigente».

Italia viva lancia l’opa sulla lista del presidente di Stefano Bonaccini? La reazione Pd parte da Forli’ ma prende quota anche a Bologna. E’ il parlamentare Andrea De Maria ad uscire allo scoperto. «Personalmente- scrive sui social- ritengo che se Italia viva corresse con la propria lista e la lista del presidente avesse più un taglio civico tutta la coalizione ne guadagnerebbe e che il quadro delle liste che concorreranno dovrebbe essere, qualunque scelta poi si fara’, oggetto di un approfondimento condiviso». Ora che il partito di Matteo Renzi è pienamente in campo, «dobbiamo ragionare su come costruire al meglio questa alleanza. Prima di tutto- detta le condizioni De Maria- il rispetto reciproco: ad esempio, proprio perche’ la stimo molto, ho trovato una brutta caduta di stile le affermazioni di Isabella Conti sul fatto di essere stata lasciata sola nelle scelte urbanistiche che ha fatto a Idice, quando invece ebbe il sostegno convinto ed esplicito del Pd a tutti i livelli».