"Repubblica di Montefiorino, le radici della nostra democrazia"

Celebrazioni per l'80° anniversario della Repubblica partigiana di Montefiorino: evento inaugurale con deposizione corone ai caduti, visite guidate al Museo della Resistenza e discorsi istituzionali. Presenze di autorità locali e regionali

"Repubblica di Montefiorino, le radici della nostra democrazia"

"Repubblica di Montefiorino, le radici della nostra democrazia"

Montefiorino (Modena), 16 giugno 2024 – Giornata inaugurale ieri delle celebrazioni per l’80° anniversario della Repubblica partigiana di Montefiorino che si protrarranno fino al 25 aprile 2025. Nacque il 17 giugno 1944 e cessò il 30 luglio successivo: interessò otto Comuni delle province di Modena e Reggio Emilia e fu il primo tentativo di gestione democratica di questa porzione di territorio italiano liberato (anche se solo per brevi periodi) dalle forze partigiane, con rappresentanti del popolo eletti direttamente dai capi famiglia. Nel cortile della rocca medievale è stato rievocato l’insediamento della Giunta amministrativa della Repubblica partigiana, sono state deposte corone di alloro ai caduti di tutte le guerre, e nel pomeriggio si sono svolte visite guidate gratuite al Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana e un incontro su storie di memorie condivise in Europa. Presenti alle celebrazioni, insieme al sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini, al presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, e a quello della Provincia di Reggio, Giorgio Zanni, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. "La nostra storia, ma anche il nostro futuro, sono qui, nella memoria e nel ricordo di coloro che hanno sacrificato la vita scegliendo di combattere l’invasore nazista in nome della Resistenza – ha ricordato Bonaccini –. Abbiamo un grande debito di riconoscenza verso quelle partigiane e quei partigiani che si batterono per noi, per renderci donne e uomini liberi. In questa Repubblica montana – ha concluso il presidente – si trovano le radici vere della nostra comunità. Qui, le basi della nostra democrazia e della nostra Costituzione antifascista. Non dobbiamo mai dimenticare".

w.b.