"Al presidente Bonaccini va un grande plauso da parte di tutto il Modena. Era ora che qualcuno prendesse in mano la situazione e assumesse una decisione che va in favore dei club e della loro sostenibilità, non solo economica". Roberto Cesati, direttore generale del Modena, saluta in modo estremamente favorevole, l’ordinanza emanata venerdì con cui la Regione Emilia Romagna, riapre gli impianti sportivi al pubblico. "Il ’Braglia’ in questo senso offre ampie garanzie sia dal punto di vista della distanza che ciascun spettatore dovrà tenere, che quello che riguarda le misure per accedere e uscire dalla struttura - prosegue Cesati -. Ma al di là di questi ’tecnicismi’, quello che è importante è il...

"Al presidente Bonaccini va un grande plauso da parte di tutto il Modena. Era ora che qualcuno prendesse in mano la situazione e assumesse una decisione che va in favore dei club e della loro sostenibilità, non solo economica". Roberto Cesati, direttore generale del Modena, saluta in modo estremamente favorevole, l’ordinanza emanata venerdì con cui la Regione Emilia Romagna, riapre gli impianti sportivi al pubblico. "Il ’Braglia’ in questo senso offre ampie garanzie sia dal punto di vista della distanza che ciascun spettatore dovrà tenere, che quello che riguarda le misure per accedere e uscire dalla struttura - prosegue Cesati -. Ma al di là di questi ’tecnicismi’, quello che è importante è il valore che questa decisione assume. Posso dirlo fuori dai denti? Il calcio a porte chiuse non si può più vedere. E’ forse meglio giocare ai videogames allora. Quindi, bene l’ordinanza di Bonaccini, sperando vi siano ulteriori aperture in futuro".

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Sassuolo, che per bocca del suo presidente, Carlo Rossi, sottolinea come questo sia: "Un primo passo verso quello che speriamo possa essere un ritorno alla normalità. Sembra che si vada nella direzione giusta, nella speranza che l’emergenza sia ormai alle spalle e Bonaccini, che da subito era stato molto attento alle esigenze delle società sportive, si sta muovendo nella direzione giusta". "Attendiamo – aggiunge il Presidente del Sassuolo - ulteriori sviluppi, sperando anche che a questo primo passo, compatibilmente con l’andamento dei contagi, possano seguirne altri. Mi viene da pensare che, ad esempio, in un Mapei Stadium che ha una capienza certificata di oltre 21mila spettatori possa essere consentito l’ingresso, senza che la sicurezza degli spettatori sia messa a rischio, anche di più di 1000 persone: lo spazio ci sarebbe… Vedremo cosa si deciderà…". Le modalità di accesso al Mapei Stadium, comunque, sono già allo studio della società neroverde, siano mille o di più gli spettatori ammessi da settembre: "Ci faremo trovare pronti, aspettiamo le linee guida e le decisioni della Federazione e poi – garantisce il segretario generale del Sassuolo Andrea Fabris – metteremo a punto quanto serve per garantire eccessi e frubilità del’impianto in totale sicurezza".

Anche da Carpi, la riapertura degli impianti sportivi viene vista con favore: "E’ un’ottima notizia per tutto lo sport e il calcio italiano – sostiene Claudio Caliumi, presidente del sodalizio biancorosso – Con mille spettatori che possono entrare, potremmo anche riuscire ad accontentare quasi tutti i nostri abbonati. Penso che sia un primo passo importante e una piccola boccata d’ossigeno anche per le casse delle società. Il vero problema sono i protocolli: se devi utilizzare quelli dei playoff e fare tamponi ogni settimana diventa prima di tutto un costo insostenibile per le società. Qualcosa dovranno cambiare altrimenti in Lega Pro nessuno potrà fare attività".

La riapertura parziale degli impianti tocca solo marginalmente il calcio dilettantistico modenese. Al di là della capienza ridotta, molti campi hanno tribune con gradoni senza posti numerati: "Il problema del pubblico – spiega Paolo Chezzi, presidente del Castelfranco – è il minore per i dilettanti. Bene che si riaprano gli stadi, da noi a Castelfranco, ad esempio, quando ci sono 150 persone è la media. Il vero nodo sono i protocolli: se non li cambiano, non si pone nemmeno il problema del pubblico, visto che nessuna società potrà allenarsi e quindi giocare".

Stefano Fogliani

Davide Setti