IL TEMA torna a galla periodicamente, a volte sospinto in parte – come in questo caso – dell’eco di progetti simili, spesso risultati vincenti in altre città più o meno vicine. Ed ecco che a Vignola si ricomincia a parlare di una possibile e futura pedonalizzazione del centro storico. Intesa non solo come chiusura alle auto della parte più antica della città, quella che circonda la Rocca e che ha la sua direttrice principale in via Garibaldi fino a piazza dei Contrari. Ma immaginando anche l’ampliamento di un’eventuale Ztl, magari da sperimentare solo nei week-end o in occasione di specifici eventi, alle vie laterali di viale Mazzini...

IL TEMA torna a galla periodicamente, a volte sospinto in parte – come in questo caso – dell’eco di progetti simili, spesso risultati vincenti in altre città più o meno vicine. Ed ecco che a Vignola si ricomincia a parlare di una possibile e futura pedonalizzazione del centro storico. Intesa non solo come chiusura alle auto della parte più antica della città, quella che circonda la Rocca e che ha la sua direttrice principale in via Garibaldi fino a piazza dei Contrari. Ma immaginando anche l’ampliamento di un’eventuale Ztl, magari da sperimentare solo nei week-end o in occasione di specifici eventi, alle vie laterali di viale Mazzini nel suo tratto più centrale. E perché no, anche di corso Italia, nonostante serva in quel caso una modifica abbastanza impegnativa alla viabilità attuale per garantire il collegamento tra Vignola a Savignano.

L’argomento in passato, negli anni, è stato dibattuto più volte, ma mai in modo incisivo. Con un dialogo tra Comune, residenti e commercianti della zona che si è sempre arenato sulle posizioni, anche molto variegate, delle ultime due categorie. La pedonalizzazione, però, non è mai stata tra le priorità della giunta attuale. Dalla quale, in via ufficiosa, fanno sapere che «non è mai stata nelle nostre linee programmatiche: abbiamo altre priorità su cui lavorare, e poi a Vignola non c’è tutto questo interesse sulla questione...». Quindi ci stanno pensando ora le opposizioni a sollecitare una nuova riflessione sul tema, con lo sguardo rivolto anche ai cambiamenti in corso a Modena.

«Quando eravamo al governo della città – spiega Mauro Smeraldi, ex sindaco e capogruppo di Vignola Cambia – abbiamo provato ad impostare un progetto di progressiva chiusura del centro storico, ma una parte di quella maggioranza, che ora amministra, si oppose per paura di scontentare qualche negoziante scettico. Eppure si potrebbe provare nei week-end, organizzando iniziative che possano rivitalizzare il commercio e l’intera zona. Vorremmo rilanciare il tema a settembre con un evento ad hoc capace di coingolere la cittadinanza. Ma questa giunta non ha il coraggio né la voglia di affrontare un nuovo progetto, solo perché può risultare divisivo per i commercianti. Evitano l’argomento perché non hanno idee, e invece potrebbe essere una grande opportunità di rilancio se fosse gestita bene».

«Anche per noi la pedonalizzazione del centro è un tema da affrontare – sostiene Antonia Zagnoni, neocapogruppo Pd –: noi potremmo essere favorevoli a una sperimentazione, ma non integrale né immediata, perché riteniamo che prima si debba lavorare a fondo per creare le condizioni giuste per farla funzionare. Attraverso un confronto serio con vive e lavora in centro, e un programmazione complessiva che valorizzi l’intera area, dove i problemi di decoro, vedi la gestione del porta a porta, sono tutt’altro che risolti. Purtroppo la maggioranza non vuole affrontare la cosa perché non ha un progetto per il centro, come per tante altre aree della città. Ma così non prova nemmeno ad adeguarsi alle nuove caratteristiche del turismo, che richiede innanzitutto una grande cura dei centri storici. Prendano esempio da Castelvetro, che sta facendo un lavoro eccellente».

Valerio Gagliardelli