Modena, 17 gennaio 2021 - Sono una ventina in tutto le attività ’ribelli’ della provincia multate da carabinieri, guardia di finanza, polizia di Stato e polizia municipale per aver aperto i battenti nell’ambito della protesta #IoApro. Sanzioni annunciate, dunque, che hanno riguardato, tra le altre, le pizzerie La Smorfia e Regina Margherita di Modena (multa anche nel ristorante di Marano), la Filetteria di Sassuolo, la Vinoteca di Maranello - tra i più noti - ma anche pub e bar tra Modena, Carpi e Sassuolo. A questi si aggiungono le tre palestre della catena GymFive con sedi a Modena, Vignola e Sassuolo. Le attività ’disobbedienti’ rischiano infine una denuncia penale se dalla loro apertura dovesse emergere un focolaio di Coronavirus: in quel caso sarebbe automatica l’attribuzione di colpa per negligenza in epidemia colposa, come previsto dal codice penale.

"Fermarmi e tenere chiuso? Non ci penso nemmeno. Per me non è questione di guadagno, ma di sopravvivenza". Non arretra di un passo Massimiliano Medici, titolare del ‘La Vinoteca’ a Maranello, uno dei locali modenesi che venerdì sera ha aderito alla campagna #IoApro. L’imprenditore, infatti, vuole proseguire per la sua strada, forte della risposta calorosa dei clienti "a cui - assicura - ho garantito tutte le misure di sicurezza, verificando la temperatura all’ingresso, distanziando i tavoli, sanificando e accertandomi che a loro volta rispettassero le regole, a partire dall’uso della mascherina. Io sono il primo a prendere sul serio la pandemia, ma al contempo sono convinto che il tessuto economico deve essere messo nelle condizioni di sopravvivere".

La serata non è stata avara di colpi di scena ed episodi, alcuni annunciati. "Le forze dell’ordine sono venute due volte con ampio dispiego di uomini, facendomi due sanzioni da 400 euro l’una e prendendo le generalità dei miei clienti, precisando che saranno probabilmente multati – racconta Medici – Il tutto l’ho trovato eccessivo, ma era nella loro facoltà farlo. Io, a mia volta, non mi sono spaventato e ho tenuto aperto, nonostante al secondo blitz mi abbiano chiesto di chiudere immediatamente. Mi sono opposto e ho difeso i presenti che stavamo mangiando rispettando le regole".

Proprio per evitare equivoci e malumori, il proprietario de ‘La Vinoteca’ aveva avvertito i suoi avventori, promettendo tutela massima in caso di sanzioni: "Prima di entrare ai clienti ho spiegato che potevano esserci controlli e multe. Nessuno ha desistito e sono rimasti al mio fianco anche durante i controlli, dimostrandomi affetto e comprensione. È stato un bellissimo gesto. Se riceveranno dei verbali, ho già fornito i contatti per farmeli pervenire, così da potermi fare carico di contestarli a chi di dovere, grazie ai legali che aderiscono a questa protesta". E se qualcuno addita Medici di infischiarsene del virus, la sua risposta è chiara: "Io non sottovaluto nulla, voglio fare la mia parte e rispettare le norme, ma chi mi aiuta economicamente a mantenere l’attività e la mia famiglia? Per questo non mollo e terrò aperto anche nei prossimi giorni fino alle 22, orario in cui scatta il coprifuoco".