UNA giornata ‘uggiosa’ ha coinciso con il primo test di pedonalizzazione del centro storico di Modena. Ieri infatti è stata chiusa alle auto piazza Sant’Agostino, che era quindi pedonale. Qualche multa (pare una decina) e rimozioni forzate per chi ha parcheggiato davanti a Palazzo dei musei. «La sperimentazione della pedonalizzazione di piazza Sant’Agostino si è...

UNA giornata ‘uggiosa’ ha coinciso con il primo test di pedonalizzazione del centro storico di Modena. Ieri infatti è stata chiusa alle auto piazza Sant’Agostino, che era quindi pedonale. Qualche multa (pare una decina) e rimozioni forzate per chi ha parcheggiato davanti a Palazzo dei musei.

«La sperimentazione della pedonalizzazione di piazza Sant’Agostino si è scontrata con il generale mancato rispetto del divieto di sosta, ben visibile nel punto d’accesso al parcheggio. – dichiara Paola Aime, consigliere Verdi Modena – Il diritto a parcheggiare il più vicino possibile alla propria destinazione è talmente radicato negli automobilisti modenesi che a nulla è valso il divieto di sosta, così come la possibilità di parcheggiare ovunque gratis la domenica o la disponibilità di spazi a 200 metri nel parcheggio Novi Park. Ribadiamo la richiesta di procedere rapidamente alla pedonalizzazione integrale di piazza Sant’Agostino, uno spazio pubblico di pregio come questa piazza, su cui si aprono i poli museali modenesi, non può più essere riservato solo alla soste di poche decine di auto. Ci è anche evidente – aggiunge Aime – che oggi il principale ostacolo alla pedonalizzazione integrale è la convezione in essere, che attribuisce a Modena Parcheggi il diritto di vedersi risarciti i mancati introiti in caso di pedonalizzazioni superiori ai 15 giorni».

«QUESTO ostacolo va affrontato, rivedendo la convenzione e costruendo un rapporto più equilibrato tra pubblico e privato. – conclude – La decisione di destinare le entrate della sosta a raso in tutta la città a Modena Parcheggi è un errore che limita la possibilità del Comune di utilizzare le politiche di tariffazione come strumento di pianificazione e regolazione della mobilità automobilistica, sottraendo risorse al trasporto pubblico e alle realizzazione di una città ciclo pedonale».