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11 giu 2022

Sant’Agostino, nuova pelle Spazio alle classi di Jodice

L’artista ha realizzato ritratti degli studenti di alcune scuole modenesi

11 giu 2022
Una delle classi ritratte dall’artista
Una delle classi ritratte dall’artista
Una delle classi ritratte dall’artista
Una delle classi ritratte dall’artista
Una delle classi ritratte dall’artista
Una delle classi ritratte dall’artista

La pelle dell’ex Ospedale Sant’Agostino di Modena si modifica: si allarga, di pari passo con i lavori in corso che racchiude e cambia volto, con il contributo delle persone e delle loro idee. Dopo sei mesi prende il via la seconda fase del progetto ’Come and See’, dedicata a ’Ritratti di classe’, serie fotografica che Francesco Jodice ha iniziato nel 2005 coinvolgendo nel corso degli anni scuole medie e superiori di Torino, Vicenza, Ischia, Sassuolo e Milano, a cui oggi si aggiunge anche Modena. Jodice si è sostituito al fotografo ufficiale della scuola per il rituale di fine anno e ha utilizzato questo metodo per cercare di restituire un’immagine dell’Italia che verrà. Il progetto viene presentato alla città oggi alle 18 con un’inaugurazione a ingresso libero: l’artista incontra il pubblico nel cortile del complesso di Sant’Agostino e racconta il nuovo storyboard che si snoda lungo il perimetro del cantiere che cresce, segnandone lo sviluppo e raccontando il passato, il presente e il futuro del complesso architettonico.

Il progetto site-specific è a cura di Lorenzo Respi con la collaborazione di Chiara Dall’Olio di Fmav Fondazione Modena Arti Visive e rispetto al precedente si arricchisce di tre nuovi punti espositivi: due sul lato dell’edificio che costeggia Viale Berengario e uno sul fronte di Via Ramazzini, per quasi 100 metri complessivi e un totale di 21 scatti di 2 metri e mezzo di altezza. Per la mostra l’artista ha coinvolto 21 classi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Modena: il centro di formazione professionale Città dei Ragazzi, l’Istituto professionale Cattaneo-Deledda, le scuole medie ’Lanfranco’ e ’Piersanti Mattarella’. "Provo a dare forma a una sorta di super-istantanea dell’Italia futura – spiega Francesco Jodice – Mi sono soffermato sulle nuove generazioni, ho tentato di osservare con il rigore di un entomologo i cambiamenti culturali in corso e di compilare un’antologica di quello che sarà". "Il lavoro di Jodice ha come protagonisti i cittadini del futuro, così come Ago vuole essere il futuro delle politiche culturali in città", specifica Andrea Bortolamasi, assessore alla cultura del Comune di Modena. Secondo Donatella Pieri, presidente Fmav, "con questo progetto Jodice costruisce insieme ai ragazzi delle scuole coinvolte un discorso sulla città di Modena, un suo ritratto a partire dalle nuove generazioni. Jodice porta, in un percorso partecipativo in collaborazione con Fmav, sulla pelle di Ago un dialogo aperto tra spazio pubblico e progettualità artistica, tra le comunità e gli spazi del Sant’Agostino". "Questa mostra, legata al progetto di riqualificazione del complesso Sant’Agostino, rappresenta un pezzo del percorso che ci porterà a restituire alla comunità un luogo simbolico e fortemente identitario – sottolinea Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione di Modena – Proporre iniziative culturali anche durante lo svolgimento dei lavori è un modo per attivare attenzione e promuovere la partecipazione dei cittadini, investendo così sul futuro di Ago e della nostra città".

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