donne è un lusso che va affrontato con l’arma dell’ironia", parola di Marta Cuscunà. Una chiave di lettura che collega un passato lontano alla nostra contemporaneità con la fluidità di cui solo l’arte è capace. La sua arte, nello specifico, è il teatro: Marta sarà in scena sul palco dei Giardini Ducali stasera alle 21 con lo spettacolo ‘La semplicità ingannata’, seconda tappa del suo progetto sulle resistenze femminili e prima replica dal vivo dopo il lockdown, dove ad attrici in carne e ossa sono affiancate delle ‘pupazze’. Perché, per essere donne e cavarsela, ancora oggi a volte bisogna fingersi un po’ pupazze. L’ispirazione arriva da lontano: dalla storia cinquecentesca delle Clarisse di Udine - che trasformarono il...

donne è un lusso che va affrontato con l’arma dell’ironia", parola di Marta Cuscunà. Una chiave di lettura che collega un passato lontano alla nostra contemporaneità con la fluidità di cui solo l’arte è capace. La sua arte, nello specifico, è il teatro: Marta sarà in scena sul palco dei Giardini Ducali stasera alle 21 con lo spettacolo ‘La semplicità ingannata’, seconda tappa del suo progetto sulle resistenze femminili e prima replica dal vivo dopo il lockdown, dove ad attrici in carne e ossa sono affiancate delle ‘pupazze’. Perché, per essere donne e cavarsela, ancora oggi a volte bisogna fingersi un po’ pupazze. L’ispirazione arriva da lontano: dalla storia cinquecentesca delle Clarisse di Udine - che trasformarono il convento in uno spazio di contestazione, libertà di pensiero e di dissacrazione dei dogmi religiosi e della cultura maschile - e dalle opere letterarie della scrittrice seicentesca Arcangela Tarabotti.

Realtà lontane ma capaci di parlare al nostro presente.

"Da sempre, per me, le storie che incontro diventano un escamotage per parlare della quotidianità, di argomenti scomodi. Quando sono entrata in contatto con questi scritti mi sono sorpresa nel trovare così tante analogie con il nostro tempo. Allora la monetizzazione femminile era la norma, con tanto di valutazioni economiche delle figlie femmine. La bellezza, primo fra tutti i criteri, rendeva una figlia meno ‘cara’. Difetti fisici o caratteriali portavano invece a esborsi più salati per matrimoni combinati o accettazioni in monasteri. Ora il sistema è più subdolo, non più basato sulla forza, ma il principio è lo stesso: basti pensare allo slogan pubblicitario ‘perché io valgo’, legato alla bellezza, o allo scandalo delle olgettine usate come merce di scambio".

Cosa ci insegnano le storie che porta sul palco?

"Presentano soluzioni che ancora oggi possono essere fonte di ispirazione. Pensiamo alle Clarisse di Udine: loro capiscono che la clausura è l’unico modo per creare un modello sociale nuovo tutto al femminile, al riparo dal patriarcato. E già questo è un insegnamento: anche noi abbiamo appena vissuto una limitazione della libertà, da cui potremmo trovare lo slancio per ribaltare un sistema sociale che, in questi mesi, ha mostrato tutte le sue falle. Sempre dalle Clarisse, ci arriva l’insegnamento alla solidarietà, la loro arma vincente. Non si sono mai tradite tra loro, nemmeno durante il processo per eresia che hanno dovuto affrontare".

Il sottotitolo dello show è ‘satira sul lusso di essere donne’. Che ruolo gioca l’ironia?

"E’ l’arma vincente sia delle Clarisse di Udine che di Arcangela Tarabotti. Le prime vincono il processo recitando la parte delle oche, delle povere sciocche e ingenue. Tarabotti usa l’ironia nei suoi scritti per rispondere ai giudizi maschili dei letterati dell’epoca, che sminuivano le abitudini femminili. La satira portata in scena viene da qui. L’idea è che, per avere sempre più alleati, la strada sia proprio passare attraverso l’ironia". Qual è il ruolo del teatro nella diffusione di tali messaggi?

"Citando la filosofa Donna Haraway (alla quale è ispirato il mio prossimo lavoro ‘Earthbound’, che debutterà a gennaio 2021) ‘le storie fanno i mondi e i mondi fanno le storie’. Il teatro condivide storie in forma collettiva. Prendiamo il concetto di ‘solidarietà’, tanto caro alle Clarisse: una società non si sveglia una mattina solidale. La solidarietà è una costruzione culturale che viene dalle storie che raccontiamo e dai modelli che ci passiamo di bocca in bocca, di generazione in generazione. Attraverso la cultura, il teatro, immaginiamo il mondo in cui potremmo essere un giorno".

Chiara Mastria