La protesta andata in scena ieri mattina davanti ai cancelli dell’istituto tecnico Barozzi
La protesta andata in scena ieri mattina davanti ai cancelli dell’istituto tecnico Barozzi

Modena, 15 settembre 2020 - "Ci è stato tolto qualcosa di nostro, non accettandolo protestiamo". È Lorenzo Luchena, 18 anni, rappresentante d’istituto, a spiegare le ragioni della "catena umana" che ha coinvolto un centinaio di studenti ieri mattina davanti all’istituto Barozzi. Con loro, fuori dai cancelli, alcune decine di insegnanti che – liberi dal servizio – hanno scelto di aderire alla protesta contro la Provincia di Modena, colpevole di aver ceduto quattro aule al vicino liceo Muratori-San Carlo, in sofferenza per l’aumento delle iscrizioni e per le misure anti-Covid.

"Giù le mani dal Barozzi" è lo slogan che hanno urlato per alcuni minuti, mentre con le mascherine e i guanti in lattice i ragazzi si tenevano per mano abbracciando idealmente la struttura di viale Monte Kosica, dove sono tuttora in corso dei lavori di ampliamento. "Non era il momento giusto per fare una cosa di questo genere – incalza Patrizia Pini, collaboratrice della dirigente scolastica – avrebbero dovuto prima incontrare le due scuole, valutare le esigenze e decidere come potersi organizzare. L’abbiamo sentita come una decisione presa dall’alto, arrivata a luglio quando da tempo la scuola stava riorganizzando la ripartenza contando anche su queste aule".

Le lezioni comunque sono partite regolarmente, potendo contare anche su nuovi spazi ricavati dall’ex Cir. Infatti ieri in classe c’erano gli studenti di prima e di quinta, oggi entrano quelli di terza, e nei giorni successivi i ragazzi di quarta e di seconda. A pochi metri di distanza dalla "catena umana" anche una delegazione di Forza Italia che ha voluto sostenere l’iniziativa. "Siamo meravigliati dal fatto di essere l’unica forza politica ad essere presente per ascoltare le ragioni degli studenti – spiega il capogruppo in consiglio comunale Piergiulio Giacobazzi, assieme al responsabile Scuola di Forza Italia Giovani, Andrea Bernagozzi –. Il tempo per affrontare e risolvere in tempi utili la questione della carenza di aule dovuta ad un cantiere ancora in corso e senza ricorrere alla sottrazione di spazi c’era, ma l’amministrazione provinciale Pd non ha saputo affrontarla. A Modena abbiamo il simbolo della stessa inadeguatezza che riscontriamo a livello nazionale". Il presidente della Provincia, Gian Domenico Tomei, impegnato ieri mattina nelle visite agli studenti di alcune scuole modenesi, ha seguito la protesta da lontano e ha ricordato che in questo anno scolastico il Barozzi potrà disporre di sette spazi in più, passando da 63 a 70 tra aule e laboratori che, dal 1 gennaio 2021, con la conclusione dei lavori di miglioramento sismico, saliranno a 80.

«Nessun altro istituto ha registrato quest’anno un aumento simile di spazi a disposizione, considerando anche che il Barozzi è la scuola che presenta un rapporto tra superficie utile e numero di studenti assolutamente adeguato". Concetti ribaditi più volte nel corso dell’incontro avuto con i rappresentati dei genitori, degli insegnanti e degli studenti. Assegnare quattro aule del Barozzi al Muratori-San Carlo è stata "una decisione nel segno dell’equità tra istituti e protestare contro questa decisione è ingiusto e inaccettabile". Ieri la protesta degli studenti, oggi i genitori manifesteranno sotto la sede della Provincia. "Poi basta, non ci saranno altre proteste, anche perché ormai le decisioni sono state prese" ha assicurato la collaboratrice della dirigente scolastica Pini.