Concetta Ponticelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 1 (FotoFiocchi)
Concetta Ponticelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 1 (FotoFiocchi)
di Paolo Tomassone Dopo oltre un mese di sospensione delle attività in presenza, da oggi a Modena riaprono i cancelli per sedicimila ragazzi, dalle scuole dell’infanzia fino alla prima media. È il primo effetto del piano firmato dal premier Mario Draghi che punta ad allargare le aperture scolastiche il prima possibile per consentire anche agli studenti delle superiori di concludere l’anno in classe e non davanti allo schermo di un computer. "Rispetto all’emergenza dello scorso anno l’organizzazione ha funzionato meglio – spiega Concetta Ponticelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 1 –. La didattica a distanza regge, ma per un tempo limitato. Per giugno stiamo già prevedendo dei...

di Paolo Tomassone

Dopo oltre un mese di sospensione delle attività in presenza, da oggi a Modena riaprono i cancelli per sedicimila ragazzi, dalle scuole dell’infanzia fino alla prima media. È il primo effetto del piano firmato dal premier Mario Draghi che punta ad allargare le aperture scolastiche il prima possibile per consentire anche agli studenti delle superiori di concludere l’anno in classe e non davanti allo schermo di un computer.

"Rispetto all’emergenza dello scorso anno l’organizzazione ha funzionato meglio – spiega Concetta Ponticelli, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo 1 –. La didattica a distanza regge, ma per un tempo limitato. Per giugno stiamo già prevedendo dei progetti per recuperare il tempo perso". È quindi un giorno di festa oggi, prima di tutto per gli studenti, ma anche per gli insegnanti e i genitori.

Professoressa Ponticelli, sarà la volta buona per riprendere le lezioni in presenza in modo definitivo?

"Questo è il nostro augurio. Siamo molto contenti che sia arrivata questa decisione. A dire il vero rispetto all’emergenza dello scorso anno eravamo molto più preparati. Abbiamo distribuito tablet e device a tutte le famiglie che ne erano sprovviste e il personale docente è stato in grado di tenere un rapporto costante con tutti gli studenti. La didattica a distanza regge, ma per un tempo limitato. Ora ricominciano tutte le attività di didattica, di pre-scuola e di servizio mensa".

In questi mesi ci sono stati molti contagi nelle scuole del suo plesso?

"In realtà non abbiamo avuto focolai nelle scuole. Alcune classi sono rimaste in quarantena per qualche settimana e alcuni bambini sono stati in isolamento a causa di contagi avuti in famiglia".

Gli insegnanti sono pronti per la ripartenza?

"Sono prontissimi. Durante le festività pasquali sono tutti rimasti in città, hanno tutti rispettato le prescrizioni e tutti sono già vaccinati. Rispetto lo scorso anno, quando il lockdown ci aveva colto alla sprovvista, ora siamo molto più preparati. Il collegio docenti all’inizio dell’anno ha approvato un regolamento molto dettagliato che non ha lasciato spazio a nessuna improvvisazione, tanto è vero che dopo l’ultimo annuncio di sospensione delle attività in presenza siamo stati in grado di organizzare la didattica a distanza in pochissime ore. Con il personale aggiuntivo Covid abbiamo reso gli ambienti più sicuri e abbiamo potuto dividere le classi più numerose. Ora, come ha detto il presidente del Consiglio, dobbiamo tutti fare l’ultimo sforzo".

I ragazzi ne hanno già fatti tanti di sforzi.

"Sì, non posso negare che gli studenti siano molto segnati da questi eventi. Limitare la loro libertà personale è un fatto molto grave che ha effetti negativi, così come l’utilizzo continuo delle tecnologie che non possono in alcun modo sostituire la socializzazione. Ormai mancano sessanta giorni e con lo sforzo di tutti riusciremo a terminare bene l’anno scolastico. E poi stiamo già pensando all’estate".

Cosa avete in cantiere?

"Già dalle prossime settimane, il sabato, organizziamo attività di recupero di alcune materie come italiano e matematica, rivolte agli studenti della scuola primaria. Abbiamo poi tenuto in sospeso due moduli del Pon (il Programma operativo nazionale del ministero dell’Istruzione, ndr) che vorremmo mettere in campo dopo il 7 giugno. I ragazzi hanno lavorato meno su alcune attività formative, in questo modo possono recuperare per alcune settimane anche durante l’estate, almeno nel mese di giugno. Credo che da parte delle famiglie ci sarà la massima adesione".