C’è quell’aria da ‘liberi tutti’ che "mi ricorda moltissimo un anno fa". Tanta gente sta perdendo di vista ogni forma di prevenzione. E se non va avanti la campagna vaccinale, per il direttore dell’Azienda ospedaliero-universitaria, Claudio Vagnini, "rischiamo di avere un autunno impegnativo". Direttore, per alcune fasce d’età l’adesione alla campagna vaccinale è ancora bassa. "Con i messaggi dei mesi scorsi non abbiamo creato quella sicurezza che avremmo voluto...

C’è quell’aria da ‘liberi tutti’ che "mi ricorda moltissimo un anno fa". Tanta gente sta perdendo di vista ogni forma di prevenzione. E se non va avanti la campagna vaccinale, per il direttore dell’Azienda ospedaliero-universitaria, Claudio Vagnini, "rischiamo di avere un autunno impegnativo".

Direttore, per alcune fasce d’età l’adesione alla campagna vaccinale è ancora bassa.

"Con i messaggi dei mesi scorsi non abbiamo creato quella sicurezza che avremmo voluto nella popolazione. E forse questo anche a causa nostra. Se si mandano messaggi contradditori la gente si spaventa. Nel nostro caso non c’è una ragione reale per spaventarsi, ma si fatica a recuperare correndo dietro ai ‘buoi che ormai sono scappati’".

Dopo l’annuncio del presidente Macron sull’estensione del pass sanitario anche a bar, ristoranti e altri luoghi di aggregazione, in Francia si è vista un’impennata di prenotazioni per il vaccino. Potrebbe essere un modello da seguire?

"Bisogna che convinciamo la gente a vaccinarsi tutta, con qualsiasi mezzo a disposizione. Altrimenti si mantiene una circolazione del virus che per noi è devastante. Però noi non siamo la Francia: imporre il vaccino in modo così rigido rischia di provocare dei ritorni veramente poco piacevoli. Credo che la scelta vada ponderata; sono convinto che il greenpass sia la cosa più interessante che abbiamo a disposizione quindi cerchiamo di portarlo a tutti e quindi di vaccinare tutti in tempi brevi. Se entro la fine dell’estate copriamo l’intero territorio nazionale non avremo problemi di sorta anche con le nuove varianti".

È preoccupato per la diffusione della variante indiana del virus?

"Non particolarmente. La variante Delta ha delle caratteristiche di contagiosità importanti, ma non è aggressiva tanto quanto le precedenti. Va però tenuta monitorata. Sarò noioso, ma se ci vacciniamo tutti questo garantirà una sicurezza importante"

Ci sono persone con variante Delta ricoverate in ospedale?

"Sì, qualcuno contagiato con la Delta c’è, ma è una quota infinitesimale dei ricoverati. La maggior parte sono a casa, asintomatici. Abbiamo a che fare con una variante che colpisce prevalentemente la popolazione più giovane e in una situazione come la nostra, in cui c’è un ‘liberi tutti’ che mi ricorda moltissimo un anno fa, la gente sta perdendo di vista ogni forma di prevenzione".

Paolo Tomassone