Se la cardiologa si butta a sinistra

Maria Grazia Modena, candidata sindaco per una lista civica, sorprende con un programma di sinistra, elogiando Muzzarelli e proponendo politiche socialdemocratiche. Potrebbe mettere in difficoltà il centrosinistra.

’Beh potrebbe essere un’ottima assessora alla sanità della giunta Mezzetti...’. Sfodera un sorriso a serramanico il militante che pensava di venire ad ascoltare "una candidata di Samorì", una specie di pasionaria nera, e si è trovato invece di fronte una Maria Grazia Modena in versione Rosa Luxemburg, la propugnatrice del socialismo rivoluzionario.

La cardiologa che si definisce "cattolica-liberale" ha prima tessuto le lodi di Gian Carlo Muzzarelli ("la gente ha amato questo sindaco, chapeau, se si fosse candidato per la terza volta non mi sarei proposta"), attirandosi qualche mugugno. Poi lo ha scavalcato a sinistra con ricette da socialdemocrazia scandinava (ed emiliana naturalmente), che hanno lasciato sbigottiti alcuni dei presenti e al cui confronto l’attuale coalizione di centrosinistra appare un cartello di reazionari: asili nido in tutte le aziende per incrementare il lavoro delle donne, sicurezza basata non tanto sull’aumento degli agenti, ma sull’inclusione, apertura di negozi etnici in centro, iniziative nelle scuole "che promuovano la conoscenza e la comprensione delle diverse culture", accoglienza degli immigrati facilitandone l’apprendimento della lingua italiana, formazione per un lavoro, assistenza sanitaria, alloggi temporanei, rinascita delle periferie. "Che senso ha – infine – fare la differenziata, mantenendo l’inceneritore? Un vantaggio economico a danno della salute dei cittadini".

Qualcuno ha definito ieri mattIna quelle sviolinate a Muzzarelli e Mezzetti "ingenuità tattiche" tipiche dei principianti: in campagna elettorale mai elogiare gli avversari. Ma a spulciare il programma della cardiologa tutto sembra tornare. Mezzetti stia attento, sibilavano fuori dal Caffè concerto, "pensava che la professoressa togliesse voti al centrodestra, ma invece rischia di ritrovarsi con il fianco scoperto a sinistra...".

Gianpaolo Annese