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3 mag 2022

Serranda giù dopo 66 anni A Verica chiude l’unico bar

Pavullo, contratto d’affitto non rinnovato. Cena dei saluti con i clienti storici

Ha abbassato (almeno per ora) le serrande ieri mattina, dopo 66 anni di attività ininterrotta, lo storico bar alimentari ‘Piccioli’ di Verica. L’attività si è fermata sotto gli occhi increduli dei verichesi, dopo che il contratto di affitto in scadenza al 31 maggio tra il gestore e il proprietario delle mura non ha trovato il rinnovo. In paese è salito il dispiacere: "È tutta la comunità che soffre", dice chi ci abita. Perché il bar Piccioli non era solo una caffetteria, ma anche un punto vendita di alimentari e, per questo motivo, particolarmente frequentato dai residenti per fare spesa di prime necessità. Oltre negli anni ad essersi riempito, da mattina a sera, di ragazzi e anziani che tutti insieme usavano ritrovarsi nel ‘loro’ bar. Un’attività storica aperta nel 1956 da Enea Piccioli e la moglie Giannina, diventata negli anni il simbolo di Verica anche grazie anche al suo secondo gestore: ‘Pepo’ (Amedeo Piccioli), venuto a mancare nel 2018.

Dal 2011 a portare avanti la gestione era Massimo Magnani (nella foto sotto), nipote di Pepo. Ieri tutto il paese ha scoperto la novità: "Avrò ancora qualche giorno per smontare tutto – dice Magnani –. Sono entrato in quel posto all’età di 14 anni: praticamente potrei dire che ci sono nato, insieme a mio zio Pepo. C’è tanta gente che sarà dispiaciuta, e soprattutto mi dispiace per le persone anziane che venivano tutti i giorni a fare la spesa, e ora si ritrovano a dover rimediare diversamente. Conosco famiglie in seria difficoltà che non saprebbero come fare: in questi, casi resterò disponibile ad aiutarle dall’esterno; a loro sono troppo legato per abbandonarle".

Una volta venuti a sapere dell’imminente chiusura, venerdì sera i clienti abituali si sono presentati per salutare Massimo. Lui, tra commozione e affetto, ha preparato per cena un mega padellone di paella.

Dall’altra parte, la proprietaria Milena Piccioli (anche lei nipote di Pepo) rassicura che non si tratterà di una chiusura definitiva: "Come prima cosa vorrei sistemare i locali e posso assicurare che non è mia intenzione privare il paese di un servizio: il mio intento è poter garantire un ritrovo fruibile da tutti con un’apertura più continuativa – chiarisce –. Vorrei che il servizio seguisse i principi di gentilezza e disponibilità di mio zio Pepo, che ha dedicato l’intera vita alla sua attività e alla ‘sua’ Verica: ho fatto una promessa ed intendo mantenerla. Il futuro locale prenderà il nome di mio zio".

Riccardo Pugliese

© Riproduzione riservata

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