I corpi di Davide Rabotti e Cristian Poggioli sono stati ‘liberati’ ieri mattina dalla Procura di Reggio e sono stati restituiti alle loro famiglie perché possano organizzare i funerali. E’ questa la novità, dal punto di vista giudiziario, della giornata di ieri sulle indagini in corso per la tragica morte del 21enne residente a Reggio Emilia e del 35enne di Lama Mocogno, avvenuta sabato mattina, intorno alle 9.50...

I corpi di Davide Rabotti e Cristian Poggioli sono stati ‘liberati’ ieri mattina dalla Procura di Reggio e sono stati restituiti alle loro famiglie perché possano organizzare i funerali. E’ questa la novità, dal punto di vista giudiziario, della giornata di ieri sulle indagini in corso per la tragica morte del 21enne residente a Reggio Emilia e del 35enne di Lama Mocogno, avvenuta sabato mattina, intorno alle 9.50 durante la seconda giornata del Rally dell’Appennino Reggiano. Davide e Cristian sono stati travolti dalla Peugeut 208 guidata da Claudio Gubertini (modenese di Serramazzoni) e Alberto Ialungo (di Reggio), letteralmente decollata dopo aver scartato improvvisamente a destra, al termine di un breve rettifilo in leggera discesa in località Riverzana, tra San Polo e Canossa. L’auto, dopo aver colpito il terrapieno a bordo strada è decollata travolgendo i due spettatori e amici del pilota. Che cosa può aver provocato la tragedia? Se lo chiedono la gente, gli sportivi, i colleghi di gara del duo alla guida – una coppia di rallisti affiatata ed esperta – e pure gli inquirenti, con le indagini portate avanti dai carabinieri e coordinate dal pm Claudio Santangelo. In procura è stato aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposto. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Quello sui cui gli investigatori hanno deciso di puntare è il video della tragedia, ripreso dalla camera-car della vettura, e l’acquisizione dell’intera documentazione relativa all’organizzazione della corsa. Questa decisione fa seguito al sopralluogo, ‘approfondito e molto capillare’ di domenica mattina per repertare quanti elementi di prova potessero essere rimastii sul luogo dell’incidente. Da chiarire se il pubblico potesse sostare in quel luogo. Infine, verranno esperiti i cosìddetti accertamenti tecnici irripetibili sull’auto. Da chiarire inoltre se i due ragazzi si siano sporti dal terrapieno, scendendo ad un’altezza inferiore rispetto al montarotto (alto tre metri) per tifare l’equipaggio e se l’asfalto in quel breve rettifilo in discesa risulti davvero molto dissestato.