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16 giu 2022

"Si rivolsero alla cosca per l’eredità Condannate i coniugi a nove anni"

La richiesta del pm della Dda di Bologna nei confronti di Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello . L’accusa: "Volevano impossessarsi del patrimonio di tre anziani ’togliendo di mezzo’ la loro badante"

16 giu 2022

Nove anni a testa per la coppia diabolica, gli insospettabili che sono risultati essere da sempre vicini alla famiglia Muto. E’ la condanna chiesta ieri per Alberto Alboresi e la consorte Genoveffa Colucciello, di Soliera, dal pm della Dda Beatrice Ronchi nell’aula Bunker del carcere della Dozza, a Bologna. Ronchi ha chiesto la condanna per tutti e 24 gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato nel processo di ‘ndrangheta ‘Perseverance’. Sui 48 totali per i quali il pm aveva chiesto il rinvio a giudizio, per nove è iniziato il rito ordinario a Reggio, mentre i restanti hanno optato per il patteggiamento. Nell’ambito dell’operazione ‘Perseverance’, infatti, la squadra mobile di Reggio e i carabinieri di Modena avevano sferrato un importante colpo alla ‘Ndrangheta, eseguendo dieci misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti gravemente indiziati di reati di associazione di tipo mafioso, finalizzata, tra l’altro, all’estorsione e al trasferimento fraudolento di valori. Ieri il pm ha ripercorso la cronologia dell’indagine, indicando tutte le note del nucleo investigativo dei carabinieri di Modena e della squadra mobile di Reggio.

L’indagine, iniziata dai carabinieri nei confronti di Giuseppe Sarcone Grande, si è poi incrociata con la parallela inchiesta della Mobile verso Salvatore Muto, fratello di Luigi e Antonio già condannati in ‘Aemilia’. L’incrocio è emerso proprio dalla vicenda della tentata estorsione richiesta dai coniugi modenesi Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello, da cui, secondo quanto ricostruito dal pm, deriva la prova del ruolo di vertice di Sarcone Grande e che ha permesso di individuare altri presunti sodali. Alberto Alboresi e Genoveffa Colucciello si erano rivolti alla cosca per estorcere tre milioni di euro a tre anziani fratelli. Per raggiungere l’obiettivo i due avevano anche ipotizzato di sfregiare con l’acido la loro badante. La coppia, al centro di un recente sequestro patrimoniale da 700mila euro, si era rivolta così a Domenico Cordua, membro attivo dell’associazione mafiosa detto ’u Jumbu’ che, a sua volta, aveva chiesto a un altro componente della cosca, Giuseppe Friyo e ad un terzo, pare albanese, di aggredire la vittima, residente a Bomporto, dietro a un compenso di 5mila euro. Ieri, nell’aula bunker del carcere della Dozza a Bologna, Ronchi ha chiesto poi 20 anni per Giuseppe Sarcone Grande, il principale imputato, il maggiore dei fratelli di Bibbiano condannati per mafia. Tra le vicende contestate nell’inchiesta, figura anche l’apertura di una sala slot a Modena, che fu bloccata dal sindaco Giancarlo Muzzarelli.

Valentina Reggiani

Alessandra Codeluppi

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