Usare la macchina d’ordinanza a protezione durante una sparatoria, imparare a impugnare una pistola correttamente, capire quando è il momento giusto di estrarla, agire lucidamente in condizioni di stress. Per gli agenti della municipale arriva il primo ‘corso propedeutico e di perfezionamento per l’uso dell’arma corta rivolto agli operatori di polizia’. L’appuntamento, organizzato dal sindacato Sulpl e patrocinato dal Comune di Sassuolo, è per il 14 marzo al Poligono di Tiro di Rometta. «Il sindaco Menani – spiega il referente del corso Fabio Fracavallo, agente municipale a Formigine – si è detto subito disponibile. Il nostro obiettivo è rispondere a...

Usare la macchina d’ordinanza a protezione durante una sparatoria, imparare a impugnare una pistola correttamente, capire quando è il momento giusto di estrarla, agire lucidamente in condizioni di stress. Per gli agenti della municipale arriva il primo ‘corso propedeutico e di perfezionamento per l’uso dell’arma corta rivolto agli operatori di polizia’.

L’appuntamento, organizzato dal sindacato Sulpl e patrocinato dal Comune di Sassuolo, è per il 14 marzo al Poligono di Tiro di Rometta. «Il sindaco Menani – spiega il referente del corso Fabio Fracavallo, agente municipale a Formigine – si è detto subito disponibile. Il nostro obiettivo è rispondere a un’esigenza particolarmente sentita da chi lavora sul campo: addestrare gli operatori di polizia locale, sempre più chiamati a sopperire alle difficoltà numeriche delle altre forze dell’ordine. L’idea di fondo è che per fronteggiare determinate situazioni non serve essere Rambo, occorre solo un’ottima preparazione e il punto d’arrivo finale deve essere una risoluzione pacifica della situazione».

A questo primo corso, che dura sette ore, partecipano 13 operatori, pagheranno 60 euro ciascuno. «Solitamente un agente, come da normativa vigente, deve fare tre prove al poligono in un anno, sparando 50 proiettili contro la sagoma. In questo corso scendiamo più nel tecnico». L’istruttore è Alex Pineschi, 36 anni, ex alpino di La Spezia che per quattro anni ha combattuto l’Isis accanto ai Peshmerga curdi. «Le richieste ci sono, se andrà bene questo primo appuntamento replicheremo anche in futuro».

Ma cosa sarà insegnato il 14 marzo? «Intanto – prosegue Fracavallo – gli operatori vengono indotti a uno stato di stress per simulare le condizioni di tensione che si possono verificare durante gli interventi più pericolosi, come un conflitto a fuoco. Penso per esempio ad alcuni episodi di accoltellamento in cui si sono trovati l’anno scorso durante il Settembre formiginese oppure di una persona che camminava sulla Tangenziale e ha aggredito gli operatori che erano venuti a soccorrerlo».

E come si induce artificialmente una condizione di stress? «E’ sufficiente una corsa intensa oppure salire e scendere rapidamente, piegamenti ripetuti: riprodurre cioè una condizione di respirazione affannosa che riduce la lucidità mentale e in cui hai poco tempo per ragionare: per esempio quando ti trovi davanti a un malintenzionato che ti minaccia con un coccio di bottiglia».

Le altre ‘lezioni’ riguardano tra l’altro l’utilizzo dell’auto di ordinanza per proteggersi, la capacità di individuare un riparo nello scenario urbano nel quale gli operatori devono intervenire, l’addestramento per chi opera in coppia a guardarsi l’un l’altro. «Altri aspetti importanti sono il corretto uso della pistola per esempio: è importante capire quando estrarla e quando no, evitare di puntarla se non rivolgendola al massimo verso il basso, la necessità di tenerla molto vicina al corpo per impedire all’aggressore di sfilarla dalle mani, evitare il famoso colpo sparato in alto. Sono piccole accortezze che nel tipo di lavoro a cui ormai anche gli agenti della municipale sono chiamati possono fare la differenza. L’intento deve essere sempre quello di garantire la propria sicurezza e quella dei cittadini. Con questo corso vogliamo proprio dare un segnale in questo senso».

Gianpaolo Annese