«PERCHE’ l’ho fatto? Perchè ero geloso. Perchè nella mia testa lei era contornata da corteggiatori in tutto il palazzo. Ora vorrei soltanto raggiungerla». E’ disperato Domenico Leonelli, ex muratore di 88 anni, fermato all’alba di giovedì dagli uomini della mobile con l’accusa di omicidio. L’anziano, affetto da demenza senile, ha infatti ammazzato la moglie Teresa Petrone (di 77 anni) con una coltellata al fegato. Un...

«PERCHE’ l’ho fatto? Perchè ero geloso. Perchè nella mia testa lei era contornata da corteggiatori in tutto il palazzo. Ora vorrei soltanto raggiungerla». E’ disperato Domenico Leonelli, ex muratore di 88 anni, fermato all’alba di giovedì dagli uomini della mobile con l’accusa di omicidio. L’anziano, affetto da demenza senile, ha infatti ammazzato la moglie Teresa Petrone (di 77 anni) con una coltellata al fegato. Un gesto legato ad una grave patologia che da mesi lo affligge, la demenza e che via via lo ha fatto precipitare in un turbine di allucinazioni, deliri e persecuzioni. Ieri, nel corso dell’interrogatorio, nel reparto di diagnosi e cura dell’ospedale di Baggiovara, ha alterato momenti di lucidità ad altri, intensi, di buio che hanno comunque confermato un quadro di percezione alterata della realtà. E’ proprio in uno di questi deliri notturni che Leonelli ha afferrato un coltello da cucina, intorno alle 5 del mattino, per colpire la moglie in quel momento stesa a letto, accanto a lui come aveva fatto per buona parte della sua vita. Perchè la mente malata del pensionato gli suggeriva che quella donna che aveva sposato gli faceva continui dispetti e frequentava altri condomini che da tempo lo isolavano - sempre in base alla sua percezione distorta - con ostilità. Quando si è reso conto della gravità del gesto commesso Leonelli ha chiamato disperato il figlio ma per Teresa non c’era più nulla da fare: il colpo è stato letale. Leonelli è ora sorvegliato h24: i medici temono possa farsi del male perchè è ciò che già ha tentato di fare dopo l’omicidio. Ieri il giudice Malvasi ha disposto per l’anziano i domiciliari nel reparto di diagnosi e cura di Baggiovara. Quando le sue condizioni lo permetteranno, sarà trasferito a Villa Igea. Alla base del delitto avvenuto nella camera da letto dell’appartamento della coppia, in via Alassio, la degenerazione di una malattia geriatrica che ha ‘condannato’ l’uomo a vivere in una realtà distorta, in cui tutti lo trattavano come nemico. Ieri alle 13 è stato dato incarico ai periti per effettuare l’autopsia sul corpo della vittima, prevista per lunedì.