di Paolo Tomassone L’obiettivo è sempre lo stesso: "attraverso lo sport, praticato in modo corretto e sano, contribuire ad abbattere il muro" costruito da Israele, che separa Betlemme e Gerusalemme, gli israeliani dai palestinesi. E al tempo stesso raccogliere fondi da destinare al Caritas Baby Hospital che accoglie bambini malati senza distinzione di religione o nazionalità e al vicino orfanotrofio Hogar Nino Dios dove le Suore del Verbo incarnato si prendono cura dei ragazzi che intraprendono un percorso di riabilitazione....

di Paolo Tomassone

L’obiettivo è sempre lo stesso: "attraverso lo sport, praticato in modo corretto e sano, contribuire ad abbattere il muro" costruito da Israele, che separa Betlemme e Gerusalemme, gli israeliani dai palestinesi. E al tempo stesso raccogliere fondi da destinare al Caritas Baby Hospital che accoglie bambini malati senza distinzione di religione o nazionalità e al vicino orfanotrofio Hogar Nino Dios dove le Suore del Verbo incarnato si prendono cura dei ragazzi che intraprendono un percorso di riabilitazione. Quest’anno, però, la Partita della Stella giunta all’ottava edizione, a causa delle ristrettezze dovute al Covid si trasforma in una staffetta di 3.728 chilometri. Sportivi, ma anche professionisti, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini – una squadra che conta già 213 persone – s’impegnano a correre fino al 30 ottobre chi 10, 40 o 100 chilometri per raggiungere idealmente la distanza che separa la Ghirlandina dalla città della Natività.

"Gli ultimi 40 chilometri circa per arrivare a Betlemme – spiega Stefano Prampolini, ideatore del progetto ‘Un ponte verso Betlemme’ – saranno percorsi il 31 ottobre al campo de La Fratellanza da 53 personalità del mondo dello sport, dello spettacolo, della società civile, religiosa e militare".

Correranno la staffetta, tra gli altri, anche l’oro olimpico 2004 Stefano Baldini, la campionessa degli 800 indoor Elisa Cusma, il 24enne pavullese Alessandro Giacobazzi, vincitore della maratona di Torino 2016, Maria Chiara Cascavilla tra le quattro atlete a rappresentare l’Italia agli Europei di mezza maratona che si svolgeranno in Polonia. Ma anche il libero del Modena Volley, Jenia Grebennikov, lo schiacciatore Nemanja Petric e il direttore sportivo Andrea Sartoretti. La prima parte della staffetta, quindi, sarà in solitaria: ognuno, indossando la maglia sulla quale è raffigurata una strada che abbatte e attraversa idealmente il ponte di separazione tra israeliani e palestinesi, percorrerà i chilometri che gli sono stati assegnati, scatterà un selfie e lo invierà agli organizzatori. Il 31 ottobre a La Fratellanza il gran finale con tutti i partner, Rock No War, la Federazione Italiana Pallavolo e il Comune di Modena. "Quella del Comune non è solo un’adesione formale – spiega l’assessora alla Promozione della città e turismo, Ludovica Carla Ferrari –. In futuro vorremmo proporre se non un vero e proprio gemellaggio, almeno un ‘Patto di amicizia’ tra Modena e Betlemme per stringere e consolidare ancora di più l’amicizia e la relazione che lega queste due comunità. Da questa iniziativa Modena potrebbe lanciare un nuovo corso al turismo, richiamando gli sportivi italiani nella nostra città".