Modena, 17 marzo 2021 - Era l’agosto del 2019 quando i carabinieri catturarono la banda dello spray: parliamo del gruppo di giovani ritenuto responsabile della Strage di Corinaldo, dove persero la vita 5 ragazzi e una mamma e altri duecento giovanissimi rimasero feriti. Ora arriva una nuova svolta nelle indagini: all’alba di oggi.

"Chiediamo scusa per i furti, ma con i morti non c’entriamo" 

I carabinieri del Comando Provinciale, nell’ambito del procedimento penale della Procura della Repubblica di Bologna - Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo – con Marco Forte, hanno dato esecuzione a un Decreto di perquisizione personale e locale, nei confronti di 8 persone, 5 delle quali indagate per concorso nella detenzione illegale di armi da fuoco. 

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Strage di Corinaldo, la banda dello spray. "Mi minacciavano, erano sempre drogati"

L’indagine, coordinata dalla Procura della repubblica Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Bologna, ha avuto origine proprio da uno stralcio dell’attività investigativa della Procura della Repubblica di Ancona. Infatti, tra i sei condannati modenesi (tutti tra i 21 ed i 24 anni) spiccava anche la figura di  Ugo di Puorto, figlio di Sigismondo (detto Sergio), quest’ultimo detenuto in regime di alta sorveglianza poiché ritenuto, fino al suo arresto avvenuto nel 2010, elemento di rilievo nella compagine criminale del Clan dei Casalesi, apicale per la provincia di Modena, del Clan dei Casalesi della famiglia Schiavone.

Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Modena, sviluppando il filone d’indagine, ha identificato 5 giovani che ruotavano intorno a Ugo Di Puorto prima del suo arresto. Tra i cinque indagati - tutti di origine campana ma da tempo residenti nella Bassa Modenese, di età tra 50 e 22 anni - c'è lo stesso Ugo Di Puorto. Per un operaio 50enne è scattato anche l'arresto perché nella sua abitazione sono state trovate due pistole risultate rubate e sei involucri con quasi due etti e mezzo di cocaina. 

La perquisizione, infatti, ha consentito di rinvenire e sequestrare due pistole risultate provento di furto, con relativo munizionamento, nonché sei involucri contenenti cocaina pura per oltre 230 grammi, traendo in arresto un operaio 50enne di origini campane, da tempo dimorante nel modenese.

Le operazioni sono scattate in diversi comuni della nostra provincia  (Modena, Nonantola, San Cesario sul Panaro, Castelfranco Emilia, Finale Emilia e San Prospero) e hanno visto impegnati oltre 50 Carabinieri del Comando Provinciale, con il supporto delle unità cinofile per la ricerca di armi e droga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Bologna nonché del supporto aereo garantito dal 13° Elinucleo Carabinieri di Forlì.