Sassuolo (Modena), 19 novembre 2021 - Il 25 ottobre aveva postato un’immagine contro i femminicidi e le violenze sulle donne: ‘Non stiamo in silenzio’. Tre giorni fa citando lo scrittore russo Dostoevsky ("Un giorno ti sveglierai e vedrai una bella giornata") aveva scritto sul suo profilo Facebook un enigmatico ‘Aspetto’. Frammenti di stati d’animo e di inquietudini che, come ha detto la sera della strage il fratello Enrico, attraversavano una donna, Elisa Mulas, "che ha incontrato nella sua vita le persone sbagliate anche se in un primo momento non sembravano tali".

L'aggiornamento Strage di Sassuolo, mille alla fiaccolata contro i femminicidi - Gli audio di Elisa: "Ora Nabil è aggressivo anche con i bimbi"

Strage di Sassuolo, la figlia in un luogo sicuro. È stata lei a dare l’allarme - Sassuolo, le confidenze all'amica prima della strage: "Con Nabil è tornato il sereno"

Elisa Mulas, uccisa dal compagno a Sassuolo assieme a 2 figli e alla madre

Mercoledì pomeriggio, tra le 15 e le 16, a Sassuolo viene sterminata una famigliaNabil Dhahri, tunisino di 38 anni, irrompe in casa della suocera a Sassuolo e ammazza la proprietaria Simonetta Fontana, 64 anni, la compagna, Elisa Mulas, 43, e i due figli di 5 e due anni. Poi con lo stesso coltello si toglie la vita. La vittima 43enne aveva un’altra figlia di 11 anni, avuta nel precedente matrimonio, che nel momento della mattanza era a scuola. L’allarme, infatti, è scattato proprio perché nessuno andava a prendere la ragazzina.

Elisa Mulas su Facebook a metà settembre rifletteva su quanto è difficile dare fiducia alle persone. "Prima di fidarvi, di illudervi, di innamorarvi, e prima di fare dei passi datevi tempo: il carattere non si può nascondere, si può solo velare".

Un manifesto postato sui social da Elisa Mulas

Descritta come "alternativa, raggiante", impegnata socialmente – quando per esempio si presentò nel 2014 nella lista civica ‘Noi siamo Sassuolo’ di Franca Cerverizzo alle amministrative – la vita per Elisa non è mai stata semplice.

Si dava da fare facendo pulizie nelle case e, pare, in un locale per mandare avanti la famiglia e sovvertire il destino. Un padre con diversi problemi, morto prematuramente, e la vita segnata dalle sue tormentate esperienze sentimentali. Dopo qualche anno di relativa tranquillità, il mondo per la 43enne da qualche settimana era tornato a girare al contrario, come era già successo nella sua precedente relazione di una decina di anni prima.

"Non ne posso più. Sono nauseata. Vorrei essere libera ma come faccio da sola con tre figli…", aveva confidato a metà settembre alle amiche spiegando di non riuscire più a sopportare il compagno a causa del suo atteggiamento aggressivo.

false

Tra i motivi di discussione – le liti erano continue – anche le visite mediche a cui la giovane mamma aveva sottoposto il figlioletto e sulle quali Nabil invece non era d’accordo.

Ma la violenza purtroppo Elisa l’aveva già conosciuta tanto tempo fa e sperava, questa volta, che sarebbe stato diverso. Il precedente compagno e padre della sua bambina, la primogenita, era finito nei guai per spaccio e poco tempo dopo la convivenza aveva iniziato a mostrarsi minaccioso. Anche durante la gravidanza l’aveva sottoposta a violenze e vessazioni tanto da essere condannato per stalking nel 2012.

La vittima aveva intrapreso anche una battaglia legale per togliere all’uomo la patria potestà della piccola. Quegli incubi che negli anni successivi sembrano svaniti invece negli ultimi tempi erano ricomparsi. Esattamente da quasi un mese, quando il rapporto con Nabil è finito: Elisa era tornata a casa dalla madre e dal nonno assieme ai suoi tre figli. Lui però non lo accettava. E le minacce sono salite per numero e intensità.

false

In un audio che Elisa ha fatto ascoltare alla sua amica Patrizia, il 38enne tunisino la minaccia che se non fossero tornati insieme "l’avrebbe ammazzata". Le amiche la mettevano in guardia: "Stati attenta Elisa, non sottovalutare queste parole". Ma lei era serena: "Nabil non farebbe mai una cosa del genere".

Quell’audio è stato ascoltato dalle forze dell’ordine alla quale Elisa si era rivolta portando con sè anche Nabil, ma non sono mai state formalizzate denunce. Tra i sassolesi lascia un ricordo struggente: "E’ incredibile quanto è accaduto – racconta Alessandra Privitera che la conosceva da otto-nove anni – Elisa parlava benissimo del suo ragazzo, l’ultima volta l’ho vista un mese fa, con i bimbi in macchina, era sorridente. Qualcuno la metteva in guardia, vista la sua precedente relazione, ma lei era felice. Vorrei che la città dedicasse una panchina a questa ragazza e a sua mamma Simonetta".