Sul palco ’Accabadora’, dal romanzo di Murgia

Fra i libri più amati di Michela Murgia, la scrittrice e intellettuale scomparsa la scorsa estate, c’è sicuramente ’Accabadora’, premio Campiello 2010. Una storia cruda, dura, potente e affascinante, ambientata nel cuore della Sardegna, che rivive anche sul palcoscenico nel monologo scritto dalla drammaturga Carlotta Corradi e interpretato da Anna Della Rosa, con la regia di Veronica Cruciani. Lo spettacolo (prodotto da Ert) inaugurerà stasera alle 20.30 la stagione del teatro Dadà di Castelfranco Emilia, poi sabato 11 riaprirà anche il teatro Fabbri di Vignola. In un piccolo paese immaginario della Sardegna abita Maria, una bimba che a sei anni viene affidata a Bonaria Urrai come ’fill’e anima’, una forma di adozione concordata fra il genitore naturale e quello adottivo. Tzia Bonaria vive sola, fa la sarta e all’occorrenza diventa anche ’accabadora’, ovvero aiuta le persone senza speranza a lasciare la vita. Quando Maria, crescendo, scopre questo ruolo della sua nuova madre, fugge sconvolta dalla Sardegna e cerca di cambiare vita. Ma qualche anno più tardi, sarà costretta a tornare per accudire Tzia Bonaria sul letto di morte. "La nostra storia inizia da lì – scrive la regista –. Ho cercato di immaginare il dialogo fra Maria e Bonaria, un dialogo fra sé e una parte di sé, uno spazio astratto, mentale, nel quale Maria cerca di rielaborare la morte della madre adottiva: emergono la parte di Maria rimasta bambina e quella che deve diventare adulta". Solo alla fine Maria riuscirà a liberarsi dalla gabbia mentale.

Stefano Marchetti