EUGENIO TANGERINI
Cronaca

Super votati, l’ex sindaco Pighi: "Blocco di potere? No, radicamento"

L’avvocato penalista raggiunse nel 2004 il 63,77%, praticamente lo stesso risultato di Mezzetti "Il bacino del centrosinistra unito arriva a quasi due terzi dei consensi: un patrimonio da non disperdere" .

Super votati, l’ex sindaco Pighi: "Blocco di potere? No, radicamento"

Super votati, l’ex sindaco Pighi: "Blocco di potere? No, radicamento"

Modena, 14 giugno 2024 – Vent’anni dopo, ma sembra ieri. Non è difficile incontrare l’ex sindaco Giorgio Pighi in centro, sulla solita bicicletta blu, nel percorso fra il tribunale (o l’università) e lo studio di avvocato in via Stella. Sorride, stringe mani, commenta l’exploit del nuovo primo cittadino. Massimo Mezzetti, sostenuto da sette liste, ha vinto con un risultato record: 54.252 voti, pari al 63,88 per cento. Nel giugno 2004 Pighi vinse con 70.350 voti e il 63,77%, appoggiato a sua volta da sette liste.

Oggi non si sente un po’ deluso, come l’atleta che perde il primato per pochi decimi?

"Macché, l’altra sera ci siamo abbracciati in piazza. Piuttosto i due risultati sono sovrapponibili e dimostrano che il bacino di riferimento del centro-sinistra, quando si presenta unito, arriva quasi a due terzi dei votanti: un patrimonio da non disperdere". Intanto però cala l’affluenza. "Vero, ma come allora ne soffre di più il centro- destra".

Magari vincono sempre i soliti perché gli elettori si attendono vantaggi da un sistema di potere consolidato…

"Ecco l’alibi perfetto per autoassolvere i perdenti. Non confondiamo il sistema di potere con il radicamento sociale, che è basato su un’idea di città aperta, solidale e contraria alle discriminazioni".

Contano anche le persone: Mezzetti si è speso molto, una volta chiamato a salvare la patria dopo i litigi fra i troppi candidati rampanti del Pd.

"Anche qui trovo assonanze con la mia storia: io non vivevo di politica, lui è un uomo del centrosinistra senza tessera".

A dire la verità una tessera l’aveva, quando nel 2001, da segretario Ds uscente, Mezzetti perse il congresso provinciale dopo un duro scontro con la nomenklatura del partito.

"Allora ero capogruppo in Comune, cercai di ricomporre la frattura. Alla fine votai per Miglioli alla segreteria, ma avevo buoni rapporti anche con Vaccari, il candidato di Mezzetti. Poi quel capitolo si chiuse e tornammo compatti. Almeno fino all’avvento del Pd, frutto di una fusione a freddo che non ha giovato ai rapporti con gli amministratori, e alla stagione negativa del renzismo".

Pighi, che è stato sindaco dal 2004 al 2014, ha una tesi: gli sconquassi nel partito hanno radici lontane, nella prima globalizzazione, con le sue criticità e la ventata neo-liberista: i poteri forti dell’economia che prevaricano la politica e disorientano gli elettori. Così il primo cittadino rischia di restare solo…

"Se fa bene il suo mestiere non è più uomo di partito, ma decide per il bene della città".

A proposito di scelte: la migliore del suo mandato?

"Pedonalizzare piazza Roma, a dispetto degli scettici".

E il rimpianto?

"Avrei voluto accelerare i progetti in alcune aree, come l’ex mercato bestiame. Serve una città compatta, in cui quello che si costruisce, puntando sul recupero, corrisponde alle esigenze".

Poi è arrivato il decennio Muzzarelli. Un giudizio?

"Senz’altro positivo".

Anche sul protagonismo fino all’ultimo?

"Questione di temperamento, ma non solo: il fine mandato è spaesante, una cesura netta. Ricordo bene il mio predecessore Barbolini: ‘Mi mancherà tanto’, disse cedendomi la fascia tricolore".

Oggi Pighi ha 75 anni. Lasciata piazza Grande, è tornato subito al suo mestiere di penalista e continua a insegnare (a titolo gratuito) diritto e politiche della sicurezza urbana, materie cui ha dedicato una vita di studio e molte energie da amministratore. Qualche consiglio su questo e altri temi per Mezzetti?

"Non ne ha bisogno, come dimostrano le idee chiare sulla gestione dei rifiuti: intervento giusto, metodo flessibile. Devo dire, però, che sulla sicurezza ci siamo confrontati a lungo. E mi ritrovo pienamente nel programma del nuovo sindaco: determinati contro il crimine, ma anche decisi contro le sue cause, sociali e strutturali. Si chiama sicurezza urbana integrata e condivisa".