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28 apr 2022

Lasana Fatty sventò la rapina: "Non deve essere espulso"

Il giudice di pace stoppa la prefettura: il giovane del Gambia che nel 2020 fermò uno scippatore può restare nel nostro Paese

valentina reggiani
Cronaca
Il giovane Lasana Fatty
Il giovane Lasana Fatty

di Valentina Reggiani

Poco più di due anni fa aveva ricevuto un encomio dal sindaco: incurante del pericolo era infatti intervenuto per soccorrere un’anziana vittima di un rapina, bloccando l’autore. Nonostante il gesto di puro altruismo e alto senso civico, si era visto rigettare la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno. Ora il giudice di pace gli ha dato ragione, ritenendo immotivata la decisione della prefettura e annullando il decreto di espulsione. Protagonista della vicenda il giovane Lasana Fatty, il 23 enne originario del Gambia che a gennaio 2020 ha bloccato uno scippatore che aveva appena cercato di derubare una donna, facendola cadere a terra. Il suo intervento aveva consentito alle forze dell’ordine di arrestare il bandito. Nei suoi confronti, però, la prefettura aveva emesso un decreto d’espulsione, senza accogliere l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno. Il suo legale, l’avvocato Jacopo Decaroli ha recentemente presentato ricorso contro la decisione al giudice di pace che ieri lo ha accolto, sciogliendo la riserva. "Ritenuto che il decreto di espulsione emesso dal prefetto a carico di Fatty Lasana non contiene valutazioni in ordine a fattispecie di ordine pubblico o di sicurezza per lo Stato", motiva il giudice che rileva inoltre come il giovane straniero abbia fornito prova del suo inserimento nel tessuto sociale, rendendosi anche protagonista di un gesto di soccorso ad una anziana. Gesto che aveva permesso appunto di sventare una rapina, ottenendo l’encomio del sindaco. Secondo il giudice il giovane straniero ha pure dato prova di svolgere attività lavorativa e di aver frequentato un corso di formazione professionale per diventare elettricista. "Ciò comporta – motiva ancora – l’indadeguata motivazione del decreto di espulsione che argomenta con frasi ‘standard’ una situazione che non corrisponde alla realtà provata dal ricorrente". Ecco perchè il giudice di pace, Nicoletta Maccaferri ha accolto il ricorso ritenendolo fondato, sottolineando come il decreto di espulsione debba essere annullato. "Quello del giudice di pace è un primo passaggio per dare finalmente giustizia a questo ragazzo che ha dimostrato in tutti i modi di volersi integrare nel tessuto sociale e locale di Modena – sottolinea l’avvocato Decaroli –. Chiaramente ora resta l’obiettivo di ottenere finalmente un permesso di soggiorno che gli permetta di chiudere il cerchio attorno alla sua integrazione. In questo periodo ci sarà anche il problema, per il mio assistito, di continuare e a lavorare con un permesso di soggiorno che risulta scaduto: è stata avviata una interlocuzione con la questura e si cercherà di trovare una soluzione".

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