Taglio del nastro per ’LEI Rooms’ La villa confiscata ospita i turisti

Taglio del nastro per ’LEI Rooms’  La villa confiscata ospita i turisti

Taglio del nastro per ’LEI Rooms’ La villa confiscata ospita i turisti

Si è conclusa giovedì sera, con il taglio del nastro, la storia travagliata della villa di Fogliano di Maranello confiscata alla criminalità organizzata. Ora è una struttura ricettiva gestita da donne con esperienze personali drammatiche alle spalle. L’inaugurazione della nuova ’LEI Rooms’, dove il pronome è anche l’acronimo di Legalità Emancipazione e Indipendenza, diventa un simbolo di rinascita. L’immobile era stato sequestrato nell’ambito dell’indagine ’Point Break’ condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Modena, in seguito all’attentato esplosivo all’Agenzia delle Entrate di Sassuolo, avvenuto il 26 luglio 2006. Il corso della giustizia ha ricondotto l’azione a una matrice mafiosa, portando all’arresto di 7 persone per il reimpiego di denaro della cosca della ‘ndragheta "Arena" di Capo Rizzuto. Con la sentenza di Cassazione del 2014 la villa è definitivamente diventata di proprietà del Comune di Maranello. La nuova vita del Room and Breakfast è frutto di un progetto di inclusione sociale e promozione della legalità: ’Orme di legalità: sui passi delle donne coraggiose’, promosso dal Comune e curato da Mondo Donna Onlus. Decisivo per la riqualificazione, l’intervento della Regione: ha investito quasi 400.000 euro. Le donne coinvolte, in questi mesi hanno affrontato un percorso di formazione sulla ricezione alberghiera, una grande opportunità di reinserimento sociale. Alla cerimonia di apertura erano presenti il sindaco di Maranello Luigi Zironi e la vice Mariaelena Mililli, l’assessore ai servizi sociali dell’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico Francesco Tosi, insieme a Loretta Michelini, presidente di Mondo Donna Onlus (associazione cui è affidata la gestione della struttura), alla coordinatrice del progetto Irina Biafore, a Isabella Masina, vicepresidente di Avviso Pubblico e Giulia Tosti dell’Associazione Libera.

Davide Vanni