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10 giu 2022

Quando il terrorismo islamico faceva piani da una polisportiva a Modena

Un cortometraggio, presentato a Mirandola, racconta cosa accadde nell’agosto del ’94. Testimone l’ex dirigente della Digos Zaccaria, che seguì l’indagine

10 giu 2022
Giuseppe Zaccaria, ex dirigente della Digos di Modena
Giuseppe Zaccaria, ex dirigente della Digos di Modena
Giuseppe Zaccaria, ex dirigente della Digos di Modena
Giuseppe Zaccaria, ex dirigente della Digos di Modena

Mirandola (Modena), 10 giugno 2022 - "In quei sei giorni dell’agosto ’94, Modena ospitò la cuspide del terrorismo islamico globale, non c’è dubbio". Ad affermarlo Giuseppe Zaccaria, ex dirigente Digos, che nell’estate di ventotto anni fa, si trovò a investigare su una delle vicende più controverse della storia del nostro territorio. Un episodio oscuro, intorno al quale il regista Luca Bedini ha realizzato un cortometraggio, intitolato "Jihad Summer Camp", proiettato mercoledì 8 giugno a Mirandola, nel quadro dell’iniziativa "Una serata per la sicurezza". "Nell’estate del ’94, ricevemmo notizia che a Modena, presso la polisportiva Saliceta San Giuliano, si sarebbero riunite molto persone di fede islamica, per un meeting religioso", racconta Zaccaria, "e la cosa ci parve subito abbastanza strana. Perché confluire in città, nel cuore di una stagione così calda? E poi, come mai all’adunanza avrebbero preso parte moltissimi sceicchi e califfi, quando l’Islam predica l’accoglienza dei poveri?". Interrogativi che, sette anni prima dell’abbattimento delle Torri Gemelle, avevano già giustificato uno stato d’allerta fra i servizi segreti e le forze dell’ordine di tutta Europa.

"Decidemmo così d’attenzionare la situazione, recandoci sul posto con scale retrattili e obiettivi telescopici", prosegue l’ex dirigente Digos, "e notammo come a momenti di preghiera, seguitassero riunioni tenute da un imam del Centro di Studi Islamici di Milano". Si scoprì solo poi che l’identità del religioso coincideva con quella di Anwar Shaban, sceicco egiziano e capostipite del radicalismo musulmano in Italia. "Era una personalità assimilabile a Bin Laden", puntualizza Luca Bedini, "ispiratore della lotta religiosa in Bosnia, negli anni della guerra. Proprio qui, trovò la morte, in quanto fu ucciso a mitragliate nel ‘96". Un leader del nascente terrorismo islamico, dunque, che in quei giorni dell’agosto ’94 si trovava nel capoluogo provinciale per pianificare attentati contro obiettivi di alto livello.

"Era stata scelta la polisportiva a Modena, data la sua irreperibilità da parte dei radar americani", spiega Giuseppe Zaccaria, "e, per dare al tutto una parvenza di normalità, vi erano anche le famiglie. Terminato il meeting, mandammo un’informativa a Roma, ma non ottenemmo risposta. Ritenemmo così di aver fatto un buco nell’acqua". Fu il tempo a dare ragione agli agenti modenesi: fra i tanti partecipanti al consesso, vi erano anche personalità che divennero nodali all’interno di Al-Qaida. "Immaginate che le foto scattate dalla Digos in quell’occasione, sono andate disperse", chiosa Bedini, "probabilmente a seguito di un trasloco. Il cortometraggio contribuisce comunque a far luce su una questione poco nota, ma comunque significativa per il nostro territorio".

Marcello Benassi

© Riproduzione riservata

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