Il presidente dello Juventus Club Arduino Barbieri, 72 anni
Il presidente dello Juventus Club Arduino Barbieri, 72 anni

Modena, 5 giugno 2015 - E' la finale di Champions League, che nessuno si aspettava, contro i più forti al mondo (sulla carta). Ma è anche la finale dai biglietti introvabili e che per certi versi fa un po’ rimpiangere il calcio d’un tempo. Juventus - Barcellona, Berlino, Olympiastadion, domani sera. Chi su appuntamenti del genere, esclusivamente a tinte bianco e nere, ha davvero tanto da raccontare (che non basterebbe un giorno intero) è Arduino Barbieri, presidente 72enne dello Juventus Club Doc di Modena. Semplicemente perché quando gli ultimi 90 minuti (e alle volte 120 più il dischetto) per la coppa dalle grandi orecchie hanno visto protagonista la Vecchia Signora lui c’era sempre allo stadio. Belgrado, poi Atene e quel ‘maledetto’ gol di Magath, passando per l’incudo dell’Heysel, fino al trionfo contro l’Ajax e ai rigori stregati di Manchester. A Berlino? Ci sarà, ovviamente. L’ottava finalissima della sua vita. «Qui eravamo 90 e avevamo un volo charter, come a Bruxelles in quella partita terribile. Roma? Un pullmann tutto nostro. All’Olympiastadion – racconta Barbieri – ci andiamo invece con un pulmino, giusto per 15 persone iscritte al nostro Club. Perché in tanti, troppi devo dire, dovranno restare a casa. Una volta avere i biglietti per la finale era molto più semplice. Altri numeri, altri tempi. Altro calcio. Stavolta ognuno ha fatto come ha potuto; costi permettendo, soprattutto. E questo un po’ di amarezza la lascia».

Ma la passione è passione e in attese così ‘logoranti’ si trasforma in febbre. In questi giorni, anche il telefono della sede del Club modenese, attivo dagli anni ’70, 320 iscritti, e che si trova in via Cavezzo, è diventato letteralmente bollente. Tantissime chiamate per sapere come andare in Germania, come trovare il pregiatissimo tagliando. Nonostante i prezzi, come detto: sopra i mille euro i pacchetti a disposizione, comprensivi di match e volo. «Se arriva la coppa è il non plus ultra di una stagione comunque eccezionale – spiega Barbieri –. Se perdiamo, questa resta un’annata davvero straordinaria, comunque. Sulla carta dico 60 contro 40, ma la squadra ha uno spirito di gruppo incredile. E poi ad Atene non eravamo proprio noi i favoriti?». Impossibile, visto il trentennale, non parlare di Bruxelles: «Ricordo che gli hooligans entravano con ceste piene di bottiglie di birra. Ancora oggi chi dei nostri è stato a quella finale si spaventa allo stadio quando ci sono solo dei movimenti anche minimi». Tornando all’oggi, la speranza è che domani finisca come a Roma, nel 1996. «Partita da non raccomandare ai deboli di cuore, c’è stato chi i rigori nemmeno li ha guardati». Un pronostico secco? «La speranza c’è tutta. Questo basta».