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20 mar 2022

Trapianto innovativo salva due pazienti a Modena

Tre équipe elaborano una tecnica per riparare le fistole bronco-pleuriche: "Da qui le basi per un ambulatorio sulla chirurgia della trachea"

Da sinistra, il dottor Alessandro Marchioni, il prof Alessandro Stefani e il prof Francesco Mattioli
Da sinistra: Alessandro Marchioni, Alessandro Stefani e Francesco Mattioli

Modena, 20 marzo 2022 - Un intervento innovativo - la riparazione di una fistola bronco-pleurica - è stato effettuato nei giorni scorsi, per la prima volta in Italia, al Policlinico di Modena, grazie alla collaborazione tra le equipe di Malattie dell’apparato respiratorio, diretta dal professor Enrico Clini; di Otorinolaringoiatria, diretta dal prof Daniele Marchioni; e di Chirurgia plastica e ricostruttiva, diretta dal prof Giorgio De Santis. Con loro il professor Alessandro Stefani, direttore della scuola di specializzazione in Chirurgia toracica di Unimore.

Grazie a questo lavoro di equipe, l’azienda ospedaliero - universitaria ha potuto effettuare, mediante la tecnica endoscopica, l’impianto di tessuto adiposo autologo (prelevato dal paziente stesso) per riparare in due pazienti le fistole bronco-pleuriche formatasi a distanza di mesi dopo resezione polmonare per causa di neoplasia. I risultati clinici di questa esperienza innovativa sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Annals of Thoracic Surgery.

"La fistola bronco-pleurica – spiega il direttore delle Malattie dell’apparato respiratorio Enrico Clini - si forma come comunicazione anomala fra le vie aeree (bronchi) e la cavità pleurica favorendo passaggio di aria. E’ una importante complicazione, non del tutto rara, che può seguire la resezione del polmone per varia causa, sia essa una asportazione completa o parziale dell’organo, e che, come tale, può produrre danni fino al decesso del paziente. Va quindi riconosciuta e trattata tempestivamente". L’intervento è stato eseguito in multiequipe dal dottor Alessandro Marchioni (Malattie dell’apparato respiratorio) e dal prof Francesco Mattioli (Otorinolaringoiatria) con la collaborazione del dottor Alessandro Andreani e Gaia Cappiello (Malattie dell’apparato respiratorio), dottoresse Monica Bortolani e Francesca Frignani Gazzotti dell’Anestesia e rianimazione. "La chiusura di una fistola bronco-pleurica mediante intervento chirurgico è raramente eseguibile – prosegue il prof Stefani che dirige la scuola di specializzazione in Chirurgia toracica - L’opzione chirurgica tradizionalmente più utilizzata è la creazione di un’apertura a livello della parete toracica (pleurostomia), che rappresenta però per il paziente una condizione invalidante, specie se definitiva. È per questo che si cercano strade alternative, meno invasive".

"Questo intervento – fa sapere l’Aou – apre la strada per nuovi orizzonti per la cura di situazioni difficili da trattare e connesse a molte complicazioni gravi che possono seguire la chirurgia toraco-polmonare. Questo lavoro interdisciplinare è alla base del percorso che porterà alla nascita, in azienda ospedaliero – universitaria di un ambulatorio multidisciplinare sulla chirurgia della Trachea che vuole essere un punto di riferimento nazionale".

 

 

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