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12 apr 2022

"Trasporti, la nostra rivoluzione a biodiesel"

L’evento della startup ’ReFuel Solutions’: "Il kit che abbiamo brevettato permette ai camion di convertire il loro sistema di alimentazione"

Il gruppo che ha dato vita a ’ReFuel Solutions’
Il gruppo che ha dato vita a ’ReFuel Solutions’
Il gruppo che ha dato vita a ’ReFuel Solutions’

Forse pochi sanno che se tutto l’olio da cucina utilizzato a Modena alimentasse i motori dei camion, tutti quelli che transitano in città potrebbero circolare non inquinando. Questo "miracolo" è noto da un secolo, si chiama "biodiesel", combustibile prodotto appunto partendo da oli vegetali, di colza o di girasole, ma metterlo nei serbatoio è un procedimento un po’ più complicato. Per farlo ci vuole tutto l’entusiasmo – e la materia grigia – di un piccolo gruppo di laureati di Unimore, quasi tutti ingegneri. Nella ricetta c’è anche la lungimiranza di un imprenditore modenese di lungo corso, tanta visione e le "coccole" del sistema Modena capitale della Motor Valley. Tutto ciò si respirava ieri all’evento ’Energia pulita e mobilità sostenibile’, organizzato dalla start-up ’ReFuel Solutions’ i cui risultati stanno interessando anche il colosso Eni. Questo gruppo di laureati appassionati del proprio campo di lavoro – partendo non da un garage, ma dagli aiuti dell’imprenditore di Techboard Group e E-Hub Fabio Malagoli – hanno brevettato ’BiodieselKit’, un sistema che permette ai camion una conversione green economica e soprattutto rapida. Sembra l’uovo di Colombo, come dimostra anche la prima auto sulla quale i sei soci hanno applicato il motore biodiesel, visibile ieri nella sede di via della Scienza 50. Alla presentazione dei risultati, infatti, erano presenti l’ex direttore tecnico del Cavallino Mauro Forghieri ("Siamo partiti bene con la Ferrari in F1, ma ci vuole fortuna: io guardo le gare, qualche volta mi diverto e sono attento agli sviluppi", dice), il sottosegretario della Regione Davide Baruffi, il sindaco GianCarlo Muzzarelli, il direttore generale di Confindustria Emilia Tiziana Ferrari, il prorettore Gianluca Marchi. "Il nostro BiodieselKit - dicono Adriano Cordisco e Federico De Pietri anche in rappresentanza di Marco Di Mola, Tommaso D’angelo, Gabriele Rebecchi e Rexhina Saraci – è una tecnologia che permette una transizione ecologica per la mobilità pesante trasformando il motore. Quando abbiamo iniziato a lavorarci ci prendevano per matti mentre questo combustile, oggi utilizzato appena per il 20% di quello prodotto, ha un costo molto inferiore al gasolio da autotrazione. Il costo della conversione del motore non è elevato e il suo utilizzo permette di abbattere fino al 90% le emissioni di CO2 e fino al 60% il particolato, dannosissimo per l’ari". I due ingegneri concludono: "Per la nostra attività abbiamo avuto il supporto dei nostri genitori e un piccolo aiuto da Unimore oltre che la lungimiranza di Malagoli. A breve inizieremo ad assumere con contratti fissi". Da ricordare, riferisce lo stesso Fabio Malagoli, che i fondatori di recente "hanno rifiutato per la loro start-up 5 milioni di euro, dicendomi che vale il doppio". Infine il sottosegretario Baruffi: "Stiamo investendo tanto sulle start-up di energia, sostenibilità e digitale e servono giovani talenti che affianchino le imprese. Innovazione per il nostro sistema manifatturiero".

Stefano Luppi

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