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19 mar 2022

"Tumore sottovalutato, non archiviate il caso"

Si era presentato al pronto soccorso di Sassuolo lamentando dolore addominale e stipsi. Dopo le cure del caso era stato dimesso e ciò sarebbe avvenuto anche a distanza di sei mesi. Il giorno successivo al secondo accesso, però, l’uomo era stato operato d’urgenza per la presenza di tumore maligno all’intestino, con l’asportazione di un tratto. Il paziente, un tunisino 60enne residente a Sassuolo, ha sporto denuncia con l’ipotesi di reato di lesioni colpose nei confronti di due sanitari poi iscritti nel registro degli indagati. La procura, però, ha chiesto l’archiviazione del caso e ieri mattina il giudice si è riservato sulla decisione. Gli episodi citati risalgono al novembre 2020 e all’aprile dello scorso anno. Secondo l’uomo – che tramite legale ha presentato opposizione – nessuno, nonostante i due accessi al ps, si era reso conto della gravità delle sue condizioni che avrebbero potuto condurlo alla morte. Seppur inviato per accertamenti al medico curante – afferma l’uomo – nessuno in ospedale lo avrebbe sottoposto ad ulteriori esami clinici. Nell’opporsi all’archiviazione, fa poi presente di aver prenotato le visite prescritte ma di aver trovato posto solo mesi dopo a causa del Covid e di non essere in grado di sostenere le spese per visite private. Secondo il pm che ha chiesto l’archiviazione del caso, invece, non è possibile accusare i sanitari che hanno ’inviato’ al medico curante il paziente per ulteriori accertamenti, poi non eseguiti. Ora il gip dovrà decidere se archiviare o meno il caso.

v.r.

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