Tutti i tesori del Duomo. Dagli affreschi del ’500 al museo interattivo. Aperta anche la sacrestia

Nei weekend sarà possibile esplorare spazi solitamente inaccessibili. Curiosità e meraviglie storiche custodite nelle sale. Ieri la visita del sindaco.

Tutti i tesori del Duomo. Dagli affreschi del ’500 al museo  interattivo. Aperta anche la sacrestia

Tutti i tesori del Duomo. Dagli affreschi del ’500 al museo interattivo. Aperta anche la sacrestia

di Stefano Marchetti

Il Duomo di Modena nacque come espressione della Città, oltre che della Chiesa. Fu il popolo a volerlo come ‘Domus Clari Geminiani’, e il Duomo divenne quindi da subito "il tempio degli uomini liberi", come lo definì Dario Fo nella sua famosa lezione in piazza. "Da sempre qui in Duomo si si ritrova tutta la città – osserva monsignor Giuliano Gazzetti, vicario generale dell’arcidiocesi di Modena e arciprete della Cattedrale –. Il giorno di San Geminiano, tutti i modenesi sono qui. Riconoscono il Duomo come cuore della città". E quindi assume un significato perfino simbolico la visita che Massimo Mezzetti ha voluto fare ieri mattina, partecipando al nuovo percorso di visita – lanciato nei giorni scorsi – dedicato al Duomo e ai suoi tesori custoditi nei vicini Musei.

L’esperienza (che tutti possono provare ogni sabato e domenica alle 15) consente di entrare anche in un luogo solitamente non accessibile al pubblico, la sacrestia del Duomo, con gli affreschi realizzati nei primi anni del ‘500 da Francesco Bianchi Ferrari e il grande mobile intarsiato da Cristoforo Canozi da Lendinara. La visita (che si può prenotare sul sito visitmodena.it) inizia appunto in Duomo poi il ‘passaggio’ su via Lanfranco, quasi un piccolo ponte dei sospiri modenese, conduce appunto ai Musei dove sono custodite meraviglie incantevoli, fra cui le otto metope con i loro esseri bizzarri e mostruosi o l’altarolo di San Geminiano. E al piano superiore il nuovo allestimento multimediale interattivo che racconta storia, curiosità e protagonisti del Duomo, libro di pietra.

"Sono particolarmente affezionato a questo luogo, anche perché proprio nei miei anni da assessore comunale alla cultura arrivò a conclusione l’iter per il riconoscimento dell’Unesco che incluse il Duomo, la Ghirlandina e Piazza Grande nella lista del Patrimonio dell’Umanità", confida il sindaco Mezzetti. E questo ovviamente è il punto chiave dell’offerta turistica di Modena, "il primo approdo per tanti visitatori", aggiunge. Lo scorso anno – rivela monsignor Gazzetti – in Duomo sono entrate 778mila persone: "Ovviamente una buona parte sono modenesi, fedeli che partecipano all’attività religiosa, ma stimiamo che almeno 300mila siano visitatori e turisti, e sempre più stranieri". "E sono sempre più numerosi anche coloro che scoprono i Musei del Duomo – ricorda la codirettrice Francesca Fontana –. Dall’inizio dell’anno sono stati più di seimila i visitatori, con un aumento del 64% rispetto al 2023". E già 1100 persone hanno usufruito dei voucher che vengono distribuiti a coloro che salgono sulla Ghirlandina o partecipano al Modena City Tour e possono scoprire i Musei del Duomo pagando solo 3 euro, anziché 6. "Almeno il 40% – rivelano i responsabili dei servizi turistici – sono dall’estero": come Pauline e David, austrialiani, che sul registro dei visitatori si sono rallegrati per l’allestimento "beautifully displayed" o come Ruth e Jake, da Londra, ammirati per l’ "amazing experience".