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17 nov 2021

Modena, l'omicida confessa: "Ho ucciso mia madre". Preso al bar

L’uomo, Carlo Evangelisti, 48 anni, ha confessato il delitto a un amico, poi si è chiuso nel silenzio

Modena, 17 novembre 2021 - "Ho ammazzato mia madre". E’ una tragedia familiare per molti annunciata quella che si è consumata nella notte tra lunedì e ieri in una porzione di villetta al civico 122 di via Dei Manzini, zona Fratelli Rosselli. Il 48enne Carlo Evangelisti, un passato e un presente legati all’abuso di alcolici avrebbe ucciso, al culmine dell’ennesimo litigio, l’anziana madre, Milena Calanchi, 71 anni. I vicini sottolineano come, in questi mesi, l’allarme lo abbiano dato più volte a fronte di quelle grida terrificanti tra le mura domestiche quasi ogni notte e il timore – divenuto purtroppo realtà – che alla pensionata potesse capitare qualcosa di brutto.

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I vicini raccontano di avere sentito gridare Evangelisti per l’ennesima volta intorno a mezzanotte e inizialmente nel giardino di casa. Poi, all’improvviso, il silenzio. A dare l’allarme alla polizia ieri mattina è stato un amico del presunto omicida, l’unico col quale il 48enne avrebbe trovato il coraggio di confidarsi. Una confessione veloce e lucida avvenuta all’esterno di un bar di viale Amendola. "Ho ucciso mia madre", gli ha confessato l’uomo. Sul posto – come conferma il titolare del bar – è arrivata i la polizia che ha portato Evangelisti in questura. Contestualmente i pompieri hanno aperto la porta dell’abitazione e gli agenti della scientifica, insieme poi ai colleghi della squadra mobile sono entrati all’interno con il personale sanitario. Inizialmente il corpo della vittima non si trovava: la salma dell’anziana era infatti in camera da letto, adagiata su un fianco, sul pavimento, tra il letto e l’armadio e coperta da diversi indumenti. Come se lui, il figlio che da qualche mese era tornato a vivere con la donna al termine di una relazione, non volesse vedere l’atrocità commessa.

La polizia ieri mattina nella casa della tragedia in via Dei Manzini
La polizia ieri mattina nella casa della tragedia in via Dei Manzini

Ma c’è anche l’ipotesi che l’uomo volesse invece incendiare il corpo: il cadavere dell’anziana e gli indumenti che lo ricoprivano erano infatti intrisi di alcol. Sul corpo non sarebbero stati riscontrati segni di manifesta violenza a parte qualche ecchimosi su una gamba e vicino al collo. Non si esclude che il 48enne l’abbia soffocata oppure picchiata per poi farla cadere a terra. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti è che prima dell’atroce delitto ci sia stata una violenta colluttazione tra madre e figlio, durante la quale l’anziana avrebbe tentato in ogni modo di difendersi. Il tavolo della cucina, infatti, risultava distrutto, le ante degli armadi divelte e tutto in casa, ieri, era a soqquadro così come l’acqua del cagnolino – che all’arrivo dei poliziotti ululava in un angolo – era stata rovesciata a terra.

L'intervento della polizia
L'intervento della polizia

La situazione in cui mamma e figlio da tempo vivevano era comunque di degrado: la villetta risultava colma di oggetti come indumenti, , mobilio aggiustato o rotto e bottiglie vuote sparse sul pavimento. A fatica poliziotti e sanitari del 118 – i primi ad intervenire sul posto per poi constatare il decesso della donna – sono riusciti a raggiungere il piano superiore dell’abitazione. La situazione risultava infatti non dissimile da quella che solitamente si riscontra nelle abitazioni degli accumulatori seriali. C’è chi, tra i vicini, spiega come le liti tra madre e figlio potessero essere legate anche alla continua richiesta di denaro da parte dell’uomo; richieste volte ad acquistare alcolici. Le indagini sull’ennesimo femminicidio sono ora affidate alla squadra mobile, coordinata dal pm Lucia De Santis. Dopo essere stato accompagnato in questura Evangelisti ha smesso di parlare, precipitando nel silenzio. Di fatto non ha rilasciato una confessione diretta. In serata è stato disposto il fermo da parte della procura: l’accusa nei confronti del 48enne è omicidio volontario aggravato dallo stato di parentela con la vittima. Si attende la convalida del giudice.

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