VALENTINA REGGIANI
Cronaca

Gli ultimi momenti di Anna uccisa a Modena: "Andrea urlò quel giorno in aula, era terrorizzata da lui"

Il racconto dell’amica: "Lunedì erano a Innsbruck davanti al giudice e Paltrinieri ha dato in escandescenze". Poi il ritorno a Modena e la tragedia. "Già un anno fa aveva contattato il centro antiviolenza: era aggressivo"

Modena, 14 giugno 2024 – Andrea Paltrinieri era in tribunale, a Innsbruck, lo scorso lunedì mattina. L’ingegnere avrebbe alzato più volte la voce, in aula, tanto da essere redarguito dal giudice. "Silenzio" gli avrebbe gridato. Dopo di che, al termine dell’udienza, si è messo al volante ed è tornato a Modena. È nell’abitazione dei suoi genitori, in via Bonacini, che ha atteso l’arrivo dell’ex moglie Anna. Ma, contrariamente a quanto faceva di solito, sarebbe sceso di casa da solo e non con i due bambini, che avrebbero dovuto salire sull’auto della mamma e tornare nella loro abitazione di San Felice. Forse l’uomo l’ha convinta con una scusa a salire sul furgone per poi ucciderla con estrema crudeltà, girandole attorno al collo prima una cintura e poi un cavo elettrico.

La giovane Anna Sviridenko, mamma di due bambini e uccisa lo scorso lunedì sera
La giovane Anna Sviridenko, mamma di due bambini e uccisa lo scorso lunedì sera

E’ l’inquietante scenario che emerge dopo il delitto della dottoressa Anna Sviridenko, mamma 40enne originaria della Bielorussia, specializzanda modello di radiologia al Policlinico e medico di medicina nucleare all’ospedale di Innsbruck, ammazzata dall’ex marito lunedì sera. L’uomo si è consegnato ai carabinieri con ancora il corpo della donna nel baule del furgone. Ieri il gip, dottoressa Clò, ha convalidato l’arresto del 48enne e disposto, su richiesta della procura la misura cautelare in carcere per l’indagato per il reato di omicidio volontario, aggravato dall’esser stato commesso contro un coniuge. Per il momento, però, il gip ha escluso l’aggravante della premeditazione, contestata dalla Procura. Ieri è iniziata l’autopsia sul corpo della vittima. L’indagato ha reso interrogatorio: ha parlato per cinque lunghe ore ma nulla di quanto ha dichiarato è trapelato. Ciò che emerge, invece, è che anche la mattina dell’udienza a Innsbruck aveva paura e che qualche mese fa, Anna, si era rivolta ad un centro antiviolenza del territorio. L’ultima a sentire la donna, lunedì pomeriggio, alle 18.32 è stata una delle migliori amiche della dottoressa e collega all’ospedale universitario di Innsbruck. Marta (nome di fantasia) l’aveva sentita anche qualche minuto prima dell’udienza.

"Era agitatissima – racconta – mi ha continuato a ripetere che lui la odiava. Lo manteneva da anni mentre lei faceva i turni in ospedale e studiava. Ci siamo sentite due volte lunedì mattina, ho cercato di tranquillizzarla. Andrea aveva provato più di una volta a spostare la residenza dei bambini in Italia e lei era terrorizzata. Quella mattina in tribunale a Innsbruck erano previste due udienze: nella prima i giudici dovevano regolamentare le visite dei bimbi con il padre. Infatti il più grande, l’anno prossimo avrebbe iniziato la scuola dell’obbligo e certo non avrebbe potuto venire in Italia, dal padre, una settimana al mese. Dalle 12 alle 13, poi, i giudici si sono espressi sulla questione divorzio. Ho richiamato Anna alle 18.32 e siamo state al telefono per 15 minuti. Mi ha spiegato che stava arrivando a Modena a prendere i bambini – racconta ancora Marta – e che Andrea era stato ripreso dal giudice perché continuava a gridare in aula: aveva perso il controllo. In Austria avevano stabilito che avrebbe dovuto essere il padre a riportare i bambini a casa, ma era sempre Anna a percorrere tutti quei chilometri per tornarli a prendere. Questo per evitare discussioni". "Fatto sta – continua l’amica – che mi aveva spiegato che il giorno successivo avrebbe portato il piccolo a Cervia, per fare le cure termali per le adenoidi e mi ha detto che l’udienza era andata bene: il tribunale si era dichiarato competente sui bambini, decidendo che vivessero con la mamma in Austria. Quindi la richiesta di trasferire la residenza dei piccoli a Modena, come da tempo Andrea cercava di fare, era sfumata. I giudici le avevano dato ragione, stabilendo i rapporti con il padre. Per il divorzio, invece, il giudice aveva spiegato che il tribunale avrebbe atteso la decisione di Modena. Andrea aveva chiesto la separazione con addebito: era disoccupato da sempre e pretendeva il 30 per cento dello stipendio di Anna. Lei diceva che era assurdo ma che glieli avrebbe dati, pur di farlo stare tranquillo". Marta spiega come la vittima, alle 18.30 di quella sera, circa due ore prima del delitto le abbia ripetuto: "Ho paura, lui mi odia, mi odia e ho cercato di farla distrarre. Sono tornati a Modena con due auto diverse, ovviamente e Anna è partita nel tardo pomeriggio. Lui scendeva sempre di casa per portarle i bambini eppure, lunedì – ipotizza la donna – è sceso da solo. Questo è sufficiente a far capire che l’intenzione di ucciderla c’era già. Lo scorso anno aveva contattato il centro antiviolenza: era violento in casa ma lei non denunciava per paura. E me lo ha ripetuto anche lunedì sera".