Un museo dedicato alla storia di Concordia

Un progetto architettonico, affiancato a un bando regionale, che recupererà tradizioni e patrimonio del territorio. Sede a Palazzo Corbelli

Un museo dedicato alla storia di Concordia

Un museo dedicato alla storia di Concordia

Concordia accarezza l’idea di avere un suo museo, un "Museo hub dialogante", molto virtuale, che ruoterebbe attorno ad un modello di "mulino natante", oggi conservato gelosamente in municipio, che si lega alle origini e alla storia di questo comune adagiato sulla sponda destra del fiume Secchia.

Anticamente si era arrivati a contarne 14 lungo il suo tratto di fiume. "Concordia – dice l’assessora alla Cultura Marika Marozzi – deve molto della sua storia alla presenza dei mulini e le amministrazioni precedenti hanno favorito ricerche, pubblicazioni e studi sui mulini grazie al professor Disma Mantovani, che aveva avviato una proficua collaborazione con loro perché Concordia cercasse di valorizzare il patrimonio culturale e identitario sui mulini natanti".

Ed è in una serata dedicata a questo professore appassionato di storia locale, tra i soci fondatori dell’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici, scomparso pochi mesi fa, che è stata ufficializzato l’intento di realizzare questo museo.

"A gennaio – prosegue Menozzi – ci siamo aggiudicati le risorse utili per affinare la progettualità del museo.

Attraverso il bando Italia Domani delle Fondazioni Casse di Risparmio di Mirandola, Carpi e Modena ci hanno riconosciuto 30.000 euro per affidare la progettazione architettonica e di design del museo. Lo studio Cappellino Architettura di Asti è stato da febbraio fino a ottobre nostro partner per la redazione del layout progettuale ed ora abbiamo candidato il progetto a metà ottobre ad un bando della Regione, che potrebbe arrivare a coprire l’80% dei costi di realizzazione.

Ma al di là delle sorti di questo bando, oggi abbiamo a disposizione un progetto del museo, un progetto architettonico, cui dovrà affiancarsi necessariamente uno studio storico approfondito per l’elaborazione dei contenuti, avvalendoci del Gruppo Studi Bassa Modenese, che ci ha già affiancati durante questi mesi di progettualità architettonica e partecipazione al bando regionale".

La sede nelle intenzioni dell’amministrazione è di collocare il museo al piano terra del Palazzo Corbelli, che tornerà nel 2026 ad essere la sede municipale. Lo spazio e le dimensioni sono piuttosto anguste in quanto vi è riservata una superficie di 155 metri quadrati (dimensione di un appartamento medio-grande), distribuiti – secondo l’illustrazione dell’architetta Patrizia Brusco di Capellino Architettura – su quattro sale intitolate a: l’acqua e le sue origini (il fiume Secchia, i mulini natanti, modellino mulino natante, Giovanni Pico conte di Concordia); la storia (la prima distruzione 1510, la seconda distruzione 1534, la terza distruzione 1704, Concordia comunità indipendente 1805, la Resistenza partigiana 1943, il terremoto maggio 2012); la rinascita (la distruzione post terremoto, la ricostruzione); la forza di Concordia, la sua gente.

"Salutiamo con entusiasmo l’iniziativa – ha detto il presidente del Gruppo Studi Bassa Modenese Marco Poletti – che spero porti a coinvolgere tutto il resto dell’Area Nord in un recupero di tutto il patrimonio culturale e di tradizioni di questo territorio". Alberto Greco