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24 mar 2022

"Usa il wc sbagliato in ditta, licenziata e poi reintegrata"

San Cesario, la donna non avrebbe rispettato le norme Covid. Ma vince il sindacato

Il suo datore di lavoro la licenzia per aver ’osato’ segnalare "stress da lavoro" e "per aver utilizzato il bagno aziendale sbagliato" in tempi di restrizioni Covid, ma lei si rivolge al sindacato (in questo caso la Fiom-Cgil) e, dopo un anno di battaglia legale, il Tribunale di Modena le dà ragione. Ovvero, dovrà essere reintegrata sul posto di lavoro e la ditta, se effettivamente vorrà rispettare la sentenza (c’è infatti sempre l’opzione di resistere, visto che si tratta del primo grado di giudizio), dovrà anche pagarle le 12 mensilità perse durante questa battaglia legale. Il luogo in cui si è consumata questa vicenda, iniziata appunto nei primi mesi del 2021 e conclusasi in primo grado due giorni fa, è San Cesario, all’interno di un’azienda specializzata in lavorazioni industriali.

Come spiegano dalla Cgil, "l’azienda aveva ritenuto di porre fine unilateralmente al rapporto di lavoro della dipendente, sostenendo che la decisione della lavoratrice di chiedere aiuto al sindacato, in quanto vittima di stress lavoro correlato, era stata considerata diffamatoria nei confronti dell’azienda e del suo preposto diretto.

A ciò l’azienda aveva aggiunto come motivazione l’aver ritenuto una grave violazione disciplinare la decisione della lavoratrice di recarsi, una volta, non nel bagno assegnatole per restrizioni Covid, ma in un altro poiché aveva trovato i servizi igienici in questione occupati".

Paolo Brini della Fiom-Cgil aggiunge poi: "La sentenza risulta per il nostro sindacato particolarmente importante per due ragioni di fondo. La prima è che conferma l’applicazione prevista dall’art.18 dello Statuto dei lavoratori sul reintegro del lavoratore…In secondo luogo, perché la sentenza, oltre a dichiarare legittima la scelta della lavoratrice di rivolgersi al proprio sindacato, dichiara altresì perfettamente legittimo e non diffamatorio il testo della segnalazione fatta dal sindacato riguardo stress da lavoro correlato, non solo alla direzione aziendale, ma anche alla Medicina del Lavoro. Si ritiene giuridicamente irrilevante, sul piano disciplinare, la condotta del lavoratore che si rivolge al sindacato cui aderisce per ricevere informazioni ed eventuale tutela di tipo stragiudiziale". Dall’azienda, la proprietà per ora ha preferito non commentare la vicenda.

Marco Pederzoli

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