Modena, 7 settembre 2018 - Anche negli asili nido e nelle scuole di Modena e provincia in questi giorni si sono presentati i carabinieri dei Nas per ispezioni a campione sulla veridicità delle autocertificazioni presentate dalle famiglie sulle vaccinazioni obbligatorie per legge. I risultati sono stati confrontati con i dati forniti dall’Ausl e, a quanto sembra, non sembrano essere emerse discrepanze o casi clamorosi. Il tema, però, continua a tenere banco, soprattutto alla luce dei ripetuti dietrofront del Governo che ieri, con un nuovo emendamento, ha reintrodotto l’autocertificazione fino al 10 marzo per garantire l’ingresso a scuola dei bambini. Cosa succede ora nel modenese? Sostanzialmente, e fortunatamente, tutto resta come prima e – come spiegato ieri in una nota del Comune – in base alla delibera regionale del 29 agosto, coloro che non risultavano in regola e quindi oggetto di nuovi accertamenti, hanno potuto iniziare la frequenza presentando il certificato comprovante l’avvenuta certificazione o la prenotazione per le vaccinazioni non ancora eseguite (decorsa tale data si dovrà presentare il certificato).

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Per gli uffici del settore Istruzione sono comunque giorni febbrili perché, nonostante tutto, ci sono ancora famiglie che non risultano in regola. I genitori – fa sapere a proposito l’amministrazione – vengono contattati telefonicamente: se non sarà tempestivamente presentata la documentazione attestante la regolarità della posizione vaccinale, il Comune dovrà provvedere con un atto formale alla sospensione del bambino dalla frequenza scolastica fino a quando la situazione vaccinale non sia regolarizzata. Nei casi in cui si rendesse necessaria la sospensione, sarà possibile mantenere l’iscrizione, cioè il posto, pagando la retta ridotta.

Al momento, fa sapere l’Ausl, «sono oltre 7mila i bimbi che hanno quasi concluso il percorso vaccinale, 3.500 quelli che lo hanno appena cominciato che comunque hanno potuto iniziare l’anno scolastico. Si stima che alla fine saranno circa 1.500 i bambini che per scelta dei genitori resteranno privi di copertura vaccinale».

Sui continui dietrofront del Governo nell’ambito del decreto Milleproroghe l’assessore alla Scuola Cavazza è chiaro: «Il Comune di Modena ribadisce quanto già affermato: per frequentare i nidi e le scuole d’infanzia comunali occorre aver regolarizzato la posizione in materia vaccinale o poter dimostrare di apprestarsi a farlo. Di fronte a emendamenti e contro emendamenti che sono solo una speculazione a fini elettorali teniamo la barra dritta sul quanto deve essere centrale: la salute dei minori. A Modena continuiamo ad attenerci alla normativa in vigore e alle decisioni deliberate dalla Regione Emilia Romagna».

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Qualche ora prima del nuovo emendamento che ha ripristinato l’autocertificazione fino al 10 marzo lo stesso Cavazza aveva sottolineato che «nella migliore delle ipotesi, dopo emendamenti e circolari contraddittorie, sarà ritornato al punto in cui eravamo già un anno fa. Intanto però è stato complicato il lavoro di uffici scolastici ed aziende sanitarie, ma soprattutto sono state seminate preoccupazioni e paure nelle famiglie in un ambito, quello della salute, che richiede serietà e rigore, rischiando anche di alimentare una certa diffidenza nella scienza, come ha sottolineato il presidente Mattarella. A Modena facciamo il possibile perché tutti i bambini possano frequentare la scuola e i servizi educativi, ma come comunità la nostra prima preoccupazione deve essere tutelare i più fragili, quelli che non possono vaccinarsi. Come abbiamo già ribadito occorre aver regolarizzato la propria posizione in materia vaccinale o poter dimostrare di apprestarsi a farlo. In caso contrario, saranno avviate le procedure di sospensione».