Modena, 12 febbraio 2021 - Lo scrittore modenese Valerio Massimo Manfredi, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'unità operativa complessa dell'ospedale Misericordia di Grosseto, è ancora grave. Le sue condizioni sono sempre critiche, ma stabili. La prognosi rimane riservata. E' quanto si apprende da fonti sanitarie circa le condizioni dello storico trasferito ieri, in elicottero, dopo essere stato inizialmente trasportato all'ospedale San Camillo di Roma proprio perchè a Grosseto era disponibile una camera iperbarica dove poter essere trattato in seguito ad una intossicazione da monossido di carbonio.

Intanto, sarà depositata nelle prossime ore in procura a Roma la prima informativa delle forze dell'ordine sulla vicenda. Sono stati ultimati, infatti, i rilevamenti dei vigili del fuoco e i risultati saranno depositati ai magistrati insieme alle acquisizioni eseguite ieri dalla polizia. Sono stati fatti controlli a tappeto in tutti gli appartamenti del palazzo per scongiurare la presenza di monossido di carbonio nelle intercapedini. L'appartamento accanto a quello di Manfredi è ora sotto sequestro per motivi di sicurezza. Tra le ipotesi quella di un malfunzionamento della caldaia dei vicini di casa. Tracce di monossido sono state trovate trovate anche in altri appartamenti di via dei Vascellari.

Cosa è successo

Lo scrittore era stato soccorso ieri pomeriggio nel suo appartamento di Trastevere, a Roma, insieme alla scrittrice Antonella Prenner: sono stati trovati privi di sensi, pare per aver respirato le esalazioni di monossido di carbonio sprigionate dalla caldaia probabilmente malfunzionante.

Sul posto sono intervenuti personale del 118, la polizia e i vigili del fuoco che fino a ieri in tarda serata hanno effettuto rilevamenti per valutare la presenza del monossido negli ambienti della casa. Manfredi e la 47enne che si trovava con lui nell’abitazione di via dei Vascellari sono stati trasportati in codice rosso negli ospedali San Camillo e Umberto I. A dare l’allarme sarebbe stata la figlia dello scrittore, Giulia, che non riusciva a mettersi in contatto con il padre.

Pare che lo scrittore già la notte precedente al dramma si fosse sentito male e si fosse recato al pronto soccorso. Ma poi, mercoledì, aveva avuto una giornata lavorativa densa di impegni, tra i quali una iniziativa culturale alla quale prendeva parte anche Antonella Prenner, ospite appunto a casa di Manfredi.


"E’ stata una scena tremenda, ho visto la figlia urlare e piangere". Questa la testimonianza di una vicina di casa di Valerio Massimo Manfredi. C’è sgomento e incredulità tra gli abitanti del quartiere Trastevere. "Non volevo credere che fosse lui", dice il barista. "Non può essere, faceva qui colazione ogni mattina", continua a ripetere la proprietaria del caffè di fronte l’appartamento dello scrittore, residente a Piumazzo di Castelfranco Emilia ma proprietario di una seconda casa nella capitale.

I vigili del fuoco hanno controllato ogni piano della palazzina, per cercare di capire da dove sia partita la perdita: lo stabile è stato evacuato. L’ipotesi più probabile è quella dell’incidente domestico. Le condizioni di Manfredi, 77 anni, e di Antonella Prenner, 46, sono gravi.
 

Provvidenziale l’intervento della figlia, che abita a Roma: preoccupata per il fatto che il padre non rispondeva al telefono da ore ha deciso di andare in via dei Vascellari dove ha scoperto il dramma. Tempestivo l’intervento dei soccorsi e il ricovero che di solito, in casi di avvelenamento da monossido di carbonio, prevede anche il trattamento in camera iperbarica

Lo stato di salute di Manfredi sta tenendo in apprensione il mondo della cultura e i tanti amici modenesi. A Piumazzo, così come in tutta la provincia, ieri sera la notizia si è sparsa in fretta lasciando tutti sgomenti: "Ci stringiamo al nostro concittadino e alla sua famiglia, augurandogli di rimettersi in fretta", ha detto il sindaco di Castelfranco, Giovanni Gargano, una volta venuto a conoscenza del dramma.

Chi è Valerio Massimo Manfredi

Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore, vive a Piumazzo. Dopo essersi laureato in lettere classiche all’Università di Bologna è subito entrato nel mondo dell’archeologia, specializzandosi in topografia del mondo antico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ha insegnato nella stessa università Cattolica dal 1980 all’86 per poi iniziare una intensa carriera accademica prima all’Università di Venezia e dopo a Chicago, alla Sorbona e alla Bocconi.

Tra gli anni Settanta e gli Ottanta ha progettato e condotto le spedizioni Anabasi per la ricostruzione sul campo dell’itinerario della ritirata dei Diecimila, ma sono numerose le sue partecipazioni a campagne di scavo. Ha tenuto conferenze in alcuni dei più prestigiosi atenei e ha scritto romanzi di grande successo, tradotti in tutto il mondo ( dodici milioni di copie vendute a livello internazionale).