Il vescovo Erio Castellucci apre il Giubileo in carcere
Il vescovo Erio Castellucci apre il Giubileo in carcere

Modena, 8 dicembre 2015. In attesa di aprire domenica prossima la Porta Santa di Modena (la Porta dei Principi del Duomo), l'arcivescovo monsignor Erio Castellucci oggi ha voluto iniziare il Giubileo della Misericordia insieme ai detenuti del carcere di Sant'Anna.

Nel pomeriggio il presule si è recato alla casa circondariale per celebrare la Santa Messa per i detenuti, il personale di vigilanza e i volontari che operano in carcere, e ha ricordato il messaggio fondamentale dell'Anno Santo, la liberazione spirituale, il perdono, la misericordia del Signore per tutti.

“Le vere gabbie - ha detto l'arcivescovo - sono quelle del cuore, questo è il carcere più pesante. Ci sono persone esteriormente libere, ma prigioniere nelle sbarre del proprio egoismo: la libertà più importante è invece quella del cuore, possibile anche quando quella materiale è limitata. Il 13 apriremo la Porta Santa in Cattedrale, oggi apriamo la porta santa del cuore”.

 

L'idea di avviare il Giubileo con la celebrazione al Sant'Anna era nata già nei mesi scorsi, appena Papa Francesco ha indetto l'Anno Santo, ed è stata organizzata grazie all'impegno della direttrice Rosa Alba Casella e di don Angelo Lovati, cappellano del carcere. “In questa comunità di peccatori - ha detto uno dei detenuti, in una preghiera recitata durante la Messa - ci è data la possibilità di avere infiniti passaggi attraverso porte sante. Ogni cosa umana può diventare figura del Divino e occasione di rinnovamento”.

I carcerati hanno offerto all'arcivescovo alcuni doni realizzati da loro, fra cui una capanna del presepe e un set di bomboniere di carta lavorata, da destinare a una famiglia povera. Monsignor Castellucci ha promesso loro che tornerà a visitare il carcere proprio il giorno di Natale.

 

Alle 18, poi, durante la Messa in Duomo, la comunità diocesana modenese ha salutato monsignor Giacomo Morandi, già vicario generale, che parte per Roma: è stato infatti nominato sottosegretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, un incarico di grande importanza e responsabilità. Monsignor Castellucci, in un indirizzo di saluto, ha confessato che il distacco da monsignor Morandi non è facile, “sia per l’ottima relazione con don Giacomo, sia per la grande competenza biblico-teologica e le capacità di governo pastorale che ha dimostrato in questi anni”.

L'arcivescovo ha aggiunto che “diverse persone, tra cui anche qualche mio collega, mi hanno chiesto perché non mi sono opposto. In realtà ci ho provato: ma più facevo presente le doti di don Giacomo, più l'interlocutore – non per niente capo della diplomazia vaticana – ripeteva, come un ritornello, 'Lei dunque conferma che il Santo Padre ha scelto bene'. Insomma, caro don Giacomo, ti abbiamo dovuto consegnare”.

Nel ringraziamento a monsignor Morandi, sono stati ricordati i momenti difficili che ha dovuto affrontare durante il suo servizio: il terremoto, l'alluvione e la malattia dell'arcivescovo Lanfranchi. In dono al monsignore sono state consegnate... due valigie da viaggio.

“Ti verremo a trovare a Roma e ci vedremo spesso a Modena, ma soprattutto ci ricorderemo a vicenda”. L'arcivescovo ha aggiunto in dono anche un piccolo semplice Crocifisso, “che rappresenta la memoria del nostro unico Signore, che cerchiamo con i nostri limiti di amare e servire”.

Dopo la Messa, l'arcivescovo si è recato al Palazzo Comunale per affacciarsi al balcone e impartire la benedizione alla città, come è tradizione nel giorno dell'Immacolata, mentre i vigili del fuoco hanno portato i fiori alla statua della Vergine sul fronte del Municipio.