L’arcivescovo Antonio Lanfranchi
L’arcivescovo Antonio Lanfranchi

Modena, 19 febbraio 2015 - E' aperta da ieri mattina mattina alle 7 la cripta della Cattedrale per permettere a tutti i modenesi (FOTO) di dare l'ultimo saluto all'arcivescovo Antonio Lanfranchi, deceduto dopo una lunga malattia di natura ematologica. Ieri sera, sempre in Duomo, si terrà la veglia di preghiera con tutti i giovani delle parrocchie, a testimonianza del rapporto intenso che legava i ragazzi al vescovo.

Oggi i funerali alle 15, a cui sono attese centinaia di persone. E proprio per questo motivo è previsto l'allestimento di due maxi schermi in piazza Grande. La decisione è stata condivisa tra Comune e Diocesi in ragione dell’elevato numero di fedeli previsto per la cerimonia. In questo modo anche chi non troverà posto in Cattedrale potrà partecipare alla celebrazione. In corso Duomo, dove si stanno svolgendo lavori di riqualificazione, i lavori del cantiere saranno sospesi e verrà assicurato un passaggio della larghezza di tre metri che consentirà ai fedeli e alle autorità religiose presenti di accedere alla Cattedrale direttamente da via Sant’Eufemia. Oltre alle porte sulla facciata del Duomo, comunque, saranno aperte anche la Porta della Pescheria (sul lato settentrionale, via Lanfranco) e la Porta dei Principi (accesso da Piazza Grande).

Dopo l'ultimo saluto, inizierà il percorso per individuare il successore Il canone numero 416 del diritto canonico definisce vacante una sede episcopale quando il suo vescovo diocesano scompare prematuramente oppure quando il pontefice ne accoglie le dimissioni o per raggiunto limite di età o per altri impedimenti. Se manca il vescovo ausiliare, ed è caso della diocesi di Modena- Nontantola, allora entro otto giorni dal momento in cui la sede viene dichiarata vacante, deve riunirsi il collegio dei consultori che dovrà nominare un amministratore diocesano che avrà il compito di reggere interinalmente la curia.

Per una prassi non scritta ma consolidata nel tempo, normalmente viene nominato amministratore il vicario generale uscente. Nel 2010 tra le dimissioni di monsignor Benito Cocchi e l’ingresso dell’arcivescovo Antonio Lanfranchi (foto), venne nominato monsignor Paolo Losavio, così nei prossimi giorni dovrebbe essere indicato monsignor Giacomo Morandi. Essendo Modena una sede metropolitana, nel frattempo il legato pontificio, che in Italia è spesso rappresentato dalla segreteria della congregazione per i vescovi, interpellerà rapidamente i vescovi titolari delle cinque diocesi suffraganee, una consultazione che sarà estesa a tutti i vescovi della regione, dato che monsignor Lanfranchi fino al momento della scomparsa è stato vice presidente della conferenza episcopale dell’Emilia Romagna. Spetta comunque alla Santa Sede rimuovere l’amministratore diocesano e normalmente questo avviene quando il nuovo titolare, nominato dal pontefice, entra in possesso della diocesi.

Sempre il diritto canonico suggerisce che la sede non rimanga vacante per più di 60 giorni. La diocesi di Modena, però, si trova in una situazione particolare e il tempo potrebbe essere superiore, da una parte il suo vescovo è scomparso prematuramente sebbene da tempo, dall’altra nel 2015 saranno tre i nuovi vescovi.

Una volta ascoltati i vescovi presenti sul territorio, la congregazione presenterà una terna al pontefice. Papa Francesco, a cui spetta la nomina finale, è comunque libero di decidere se scegliere all’interno di questa terna, oppure se elevare allo stato di vescovo un altro sacerdote. La procedura è coperta da segreto, anche se qualche nome circola già. La cura dimagrante a cui il santo padre vuole sottoporre la curia romana porterà molti vescovi ad uscire dagli uffici per andare nelle cattedrali. Per Modena si sussurra che un nome possibile potrebbe essere quello dell’arcivescovo Guido Pozzo, triestino e segretario della pontificia commissione ‘Ecclesia Dei’. A consultazioni appena avviate siamo, però, ancora nel campo delle ipotesi.