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12 apr 2022

Viaggio tra i suoni del Mediterraneo col grande Savall

Musica antica, il teatro comunale ospita il ’Dialogo delle anime’ del famoso musicista

stefano marchetti
Cronaca
Jordi Savall è. ambasciatore Unesco
Jordi Savall è. ambasciatore Unesco
Jordi Savall è. ambasciatore Unesco

di Stefano Marchetti

Nei programmi della Carnegie Hall di New York, dove è invitato regolarmente, viene presentato non solo come "virtuoso della viola da gamba, direttore, musicologo" ma anche e soprattutto come un "visionary", ovvero un appassionato e convinto idealista. Jordi Savall è un ambasciatore della musica antica, un repertorio che esplora da più di 50 anni: è capace di riportare alla luce e di far conoscere al mondo meraviglie musicali rimaste nell’oscurità, nell’indifferenza o nell’oblio, facendoci viaggiare non solo nel tempo ma anche nello spazio, oltre i confini, in terre che ci appaiono talora più lontane di quanto lo siano realmente. Sono trascorsi sette anni da quando il Maestro Savall portò al Comunale il suo emozionante recital sullo spirito d’Armenia, e questa sera alle 20.30 lo ritroveremo sul palco del teatro Pavarotti - Freni per inaugurare il festival "L’Altro suono" con un "Dialogo delle Anime" fra Oriente e Occidente: suonerà la sua amata viola da gamba, oltre a rebab e ribeca, e non sarà solo, ma in trio con due virtuosi di antichi strumenti etnici, Hakan Güngör, kanun, e Dimitri Psonis, santur, oud, chitarra moresca e percussioni.

Il concerto ci farà viaggiare lungo il Mediterraneo, accompagnandoci fra danze bizantine e musiche di tradizione berbera e armena, romanze e lamenti sefarditi, musiche siriane, afgane, arabo andaluse, giudaiche e cristiane, da un Erotokritos bizantino al trecentesco Lamento di Tristano. Suoni antichi, evocativi, affascinanti, tutti nati nel grande abbraccio del Mare Nostrum che nei secoli – annota lo scrittore Amin Maalouf – "ha smesso di essere quel mare fertile situato al centro del nostro universo culturale per non essere altro che un campo di battaglia e una barriera. Oggi – aggiunge – il nostro mare comune è il luogo dove si erge la Muraglia invisibile che divide il pianeta tra Nord impaurito e Sud disperato, e tra comunità planetarie che hanno preso l’abitudine di diffidare dell’altra".

Jordi Savall recupera questo patrimonio di cultura e di civiltà, e sa sempre trasformarlo in uno strumento di mediazione per l’intesa e la pace fra i popoli: non a caso, già nel 2008 è stato nominato ambasciatore dell’Unione Europea per un dialogo interculturale e ‘Artista per la Pace’ dell’Unesco. "Abbiamo convissuto a lungo con l’idea che la cultura occidentale fosse la più importante, mentre guardavamo dall’alto in basso altre culture che in realtà sono altrettanto preziose – ha spiegato in un’intervista –. Oggi possiamo scoprire queste altre culture che possono portare a esperienze favolose. È così che penso si costruirà il futuro della musica: sul dialogo, sul rispetto delle altre culture e sull’incontro di grandi musicisti di diverse tradizioni". L’instancabile ricerca del Maestro Savall è stata gratificata da, lauree honoris causa, premi e medaglie, fra cui il prestigioso premio Léonie Sonnig, considerato come il Nobel per la musica.

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