I circa 35 lavoratori, in maggioranza donne, della residenza per anziani Villa Margherita a Modena, nell’ ultima assemblea, dopo i 3 scioperi di dicembre e la tregua prevista per i servizi essenziali nel periodo di festività, denunciano attraverso il sindacato Cgil «il peggioramento delle relazioni con le figure direzionali della struttura, atteggiamento insostenibile con l’obiettivo di cura verso le persone assistite, persone anziane e non autosufficienti già di per sé fragili». La scelta unilaterale della direzione di Villa Margherita «di aumentare il carico assistenziale con attività aggiuntiva rispetto al...

I circa 35 lavoratori, in maggioranza donne, della residenza per anziani Villa Margherita a Modena, nell’ ultima assemblea, dopo i 3 scioperi di dicembre e la tregua prevista per i servizi essenziali nel periodo di festività, denunciano attraverso il sindacato Cgil «il peggioramento delle relazioni con le figure direzionali della struttura, atteggiamento insostenibile con l’obiettivo di cura verso le persone assistite, persone anziane e non autosufficienti già di per sé fragili».

La scelta unilaterale della direzione di Villa Margherita «di aumentare il carico assistenziale con attività aggiuntiva rispetto al piano di lavoro giornaliero nei giorni successivi agli scioperi (14, 17 e 21 dicembre), ha messo in grossa difficoltà le lavoratrici ed i lavoratori che sono stati costretti ad un ritmo di lavoro massacrante con riflessi sulla salute e sicurezza degli stessi».

Inoltre, denuncia sempre il sindaceto, «ad alcune lavoratrici aderenti allo sciopero vengono tuttora messi ostacoli da parte della direzione di Villa Margherita alla loro attività professionale e nelle relazioni con l’utenza e i loro famigliari».

Il contratto prevede infatti che «le lavoratrici ed i lavoratori sono costretti a lavorare pure da ammalati e, come se non bastasse, i permessi vengono dimezzati da 51 a 26 ore annue, ciò si traduce in insufficienza di riposo per il recupero psicofisico delle lavoratrici e dei lavoratori della residenza per anziani Villa Margherita, di conseguenza maggiormente soggetti a stress lavoro correlato, con risultato sulla qualità di servizio in regime di accreditamento e che riceve soldi pubblici. Il nuovo contratto Anaste non è stato firmato dalle organizzazioni maggiormente rappresentative, ma imposto dall’azienda».

Per questo, il sindacato funzione pubblica Cgil di Modena, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di Villa Margherita, «ha deciso di continuare la lotta proclamando altri 2 giorni di scioperi anche per questo mese».

«E necessario tutelare la qualità della prestazione per gli ospiti, la dignità dei lavoratori e il rispetto dei termini del contratto di servizio» ha sottolineato l’assessore al Welfare del Comune di Modena Roberta Pinelli.

«L’Amministrazione – continua – ha sempre cura dei lavoratori, sia quando ne è responsabile direttamente sia quando agisce come committente, non solo perché ce lo impone, giustamente, la legge ma per nostra convinzione e sensibilità. Non spetta, però, all’Amministrazione stabilire se un contratto sia “pirata oppure no” poiché si tratta di relazioni sindacali nelle quali, per legge, il Comune non ha alcun titolo per intervenire.

Diverso è il caso, ha aggiunto, di una procedura pubblica per appalto di servizi nella quale il Comune può, e lo ha già fatto in questa consiliatura, scegliere tra le diverse offerte scartando quelle talmente basse da far pensare che il risparmio sia ottenuto sulla pelle dei lavoratori. È la scelta fatta, per esempio, per l’assegnazione dell’appalto per la gestione delle biblioteche comunali sulla quale il Tar ha dato ragione al Comune con la sentenza pubblicata nei giorni scorsi».