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6 mag 2022

Vola il food made in Modena: +12,9 per cento

La guerra in Ucraina sta producendo straordinarie tensioni sui prezzi delle commodities agricole, in particolare il mais e, in misura maggiore, il grano: Russia e Ucraina insieme rappresentano quasi il 30% delle esportazioni globali di grano.

I dati, forniti dall’ufficio studi Lapam Confartigianato, evidenziano le criticità sui prezzi del food e, di conseguenza, sui prezzi al consumo. A marzo, sottolinea Lapam, Modena registra un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari del 4,5%, in accelerazione rispetto al 3,7% di febbraio. Alle tensioni lungo le filiere globali alimentari, aggravate con lo scoppio della guerra, sono esposte le 745 micro e piccole imprese modenesi attive nel settore alimentare, che danno lavoro a 4.419 addetti, pari al 39,3% dell’occupazione del settore, nel quale è marcata la connotazione artigiana: sono 471 le imprese artigiane, con 2.526 addetti, pari ad oltre un quinto (22,4%) degli addetti del settore. Il settore rappresenta il perno della filiera dell’agroalimentare italiano, a cui è dedicata Cibus 2022 e che vede la partecipazione di Confartigianato Imprese Alimentazione e di alcune aziende associate Lapam. Nonostante il succedersi di pandemia, crisi energetica e accelerazione dei costi delle materie prime determinata dalla guerra in Ucraina, le imprese italiane della produzione alimentare hanno registrato una migliore performance rispetto ai competitor europei. Lapam Confartigianato chiude la sua approfondita analisi con un dato confortante, per quanto ancora da consolidare: il food made in Modena si conferma protagonista sui mercati internazionali, con le esportazioni del 2021 che risultano del 12,9% superiori ai livelli pre-pandemia del 2019, un risultato sicuramente molto importante. Nel corso del 2021 la provincia di Modena ha infatti esportato prodotti alimentari per un valore complessivo di 1,4 miliardi di euro. I principali paesi partner, che assorbono complessivamente il 42,5% delle esportazioni dell’ultimo anno, sono Germania (in crescita del 4,7% sul livello del 2019), Stati Uniti (che fanno registrare un aumento del 2,5% sul 2019) e Francia (arrivata a un +2,7%)

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