Modena, 10 settembre 2018 - "E’ morto di West Nile ma nessuno lo ha detto". E’ la denuncia dei familiari di Graziano Gazzotti, modenese di 82 anni. L’uomo è deceduto lo scorso 20 agosto in ospedale e, secondo la famiglia, dopo aver contratto appunto il virus della West Nile. E nel pomeriggio arriva la conferma del Policlinico. L'uomo - spiega - è entrato in ospedale il 31 luglio scorso. Il 4 agosto è stato trasferito al reparto malattie infettive, dove è stata riconosciuta l'encefalopatia da West Nile ed è subito cominciato il trattamento.

"Il quadro neurologico, insieme allo stato di coma intercorso a causa dell'encefalite, in un paziente anziano è una condizione predisponente a complicanze batteriche polmonari tardive", spiega il Policlinico. E questo è proprio "ciò che e' accaduto al paziente, che ha avuto due episodi di polmonite e una successiva sepsi, che hanno portato a decesso, avvenuto il 20 agosto".

La conferma del decesso arriva dunque solo tre settimane dopo i fatti. Il Policlinico si giustifica spiegando, che "a differenza di altre patologie infettive, poiché la trasmissione del virus West Nile non avviene da persona a persona, non è prevista una sorveglianza della sanità pubblica sui contatti del paziente", proprio perché il contagio da persona a persona "non è possibile. Esistono invece misure preventive e di protezione individuale dalle punture di zanzara, che sono state comunicate più volte e che sono l'unica misura efficace" contro il virus.

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Si tratta della seconda vittima per questa patologia in provincia di Modena. "Un secondo caso ha riguardato" un paziente modenese di 76 anni ricoverato per West Nile e deceduto durante il periodo di sorveglianza", prosegue il Policlinico. In questo caso però "l'infezione risulta classificata come concausa del decesso". 

Dal 15 giugno, inizio del periodo di sorveglianza, a oggi sono stati 22 i pazienti in provincia di Modena ai quali è stata diagnosticata la forma neuroinvasiva della malattia e per i quali è stato necessario il ricovero in ospedale. Sei pazienti sono stati dimessi, altri hanno un quadro in miglioramento e per altri la prognosi è ancora da considerarsi riservata

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